Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Centri commerciali aperti il 1 maggio: i lavoratori bloccano gli ingressi per protesta

Proteste nei centri commerciali Carosello e Milanofiori. Cortei in centro a Milano. Foto

Il blocco

Hanno chiuso, a modo loro, il centro commerciale. Si sono presi, bandiere alla mano, il loro 1 maggio di festa e rispetto per i lavoratori. 

Lunedì mattina, alcune decine di sindacalisti dell’Usb Lombardia hanno manifestato davanti al centro commerciale Carosello di Carugate - aperto nonostante il giorno festivo - per dire basta all’ennesima “sopraffazione”. 

I lavoratori si sono schierati davanti agli ingressi del mall, cercando di convincere i clienti in arrivo a non entrare. Poi, sul posto, è intervenuta la polizia locale, che - inevitabilmente - ha liberato le porte.

Gli stessi sindacalisti, che hanno ribattezzato la giornata come “No shopping day”, hanno distribuito ai cittadini un volantino per chiedere che si schierassero al loro fianco. 

“La grande distribuzione - si legge nel documento - è il laboratorio dove vengono sperimentate e praticate al massimo livello tutte le nuove forme di sfruttamento: riduzone dei salari, flessibilità, precarietà, lavoro festivo, domenicale. Che vengono poi estese in tutti gli altri settori del lavoro. Anche il Primo Maggio è diventato un giorno di lavoro”.

“Il 1 maggio, faticosamente conquistato con le lotte e simbolo per eccellenza della dignità e del ruolo economico e sociale che i lavoratori rappresentano, è - accusa l’Usb -oggi violentato, trasformato in una fiera dello shopping, svenduta sull’altare del sacro profitto”. 

“Lottiamo per i diritti di tutti, oggi - si conclude l’appello - sciopera la spesa. Non facciamoci comprare”. 

Scene molto simili anche al centro commerciale Assago Milanofiori, altro centro rimasto aperto al pubblico. Circa duecento attivisti di Cub e delle sigle antagoniste di Milano sono entrati nel mall cercando di bloccare gli ingressi e hanno poi sfilato nei locali protestando ed esponendo lo striscione: “Contro ogni sfruttamento, orgoglio classe precaria”. Analoga protesta anche al Carrefour di via dei Transiti a Milano. 

I manifestanti, hanno raccontato loro stessi, sono stati accolti da “sorrisi e attenzione da parte dei dipendenti obbligati a lavorare il Primo Maggio.”

A Milano città, invece, due gli appuntamenti più importanti. In mattinata il corteo di Cgil, Cisl e Uil dedicato alla memoria - nel settantesimo anniversario - della strage di Portella della Ginestra, l’eccidio di lavoratori che avvenne nel Palermitano il 1 maggio del 1947. Alla manifestazione, partita da Porta Venezia, ha preso parte anche l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino, che è sceso in strada con la fascia tricolore. I manifestanti, dopo aver sfilato, si sono radunati in piazza della Scala, dove è stato allestito il palco per gli interventi dei rappresentanti sindacali. 

Nel pomeriggio, poi, riecco la “Mayday parade”: la grande sfilata di studenti, contratti a termine o a chiamata, migranti e disoccupati. Prima del grande corteo, è andata in scena una protesta in pieno centro, in piazza Duomo, firmata dagli attivisti del coordinamento collettivi studenteschi. I ragazzi, con caschetti da operaio e giubotto catarifrangenti, hanno bloccato l’ingresso del McDonald’s per dire no all’alternanza scuola lavoro che obbliga alcuni loro colleghi a lavorare nei locali della catena di fast food. 

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