«Noi dalla torre non ci muoviamo. Stiamo qui fino a Natale»

Carmine, Oliviero e Giuseppe guidano la protesta dei ferrovieri che, da due giorni, non hanno più "i loro treni": sono sulla torre faro, e "ci staranno". Viaggio nel dramma di 800 persone rimaste senza lavoro

La torre in Centrale (foto Giambertone)

Sono ancora sulla torre “faro” alla Stazione Centrale di Milano e non scenderanno finchè non avranno risposte sul loro futuro. Carmine, Oliviero e Giuseppe sono i tre ferrovieri che da 4 giorni e 4 notti stanno protestando, assieme a tanti colleghi, contro il licenziamento di massa (più di 800 persone, 160 solo in Lombardia) operato dalle Fs sui macchinisti dei treni notturni.

Il taglio dei treni notte deciso dall’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha lasciato a casa intere famiglie di ferrovieri “non ricollocabili”, che ora presidiano una parte della stazione centrale in attesa che la Regione, le FS e i sindacati trovino un accordo. I guidatori dei treni-notte, senza stipendio, si dicono fiduciosi e aspettano una svolta, altrimenti – minacciano – “ci daremo il cambio e andremo avanti così anche fino a natale”.

Le dinamiche che stanno dietro ai licenziamenti sono complesse. Ce le ha spiegate Alessandro Trombettoni della Cgil, da ieri ex-ferroviere: “I treni notte erano gestiti da due società a cui le Fs avevano dato l’appalto: Servirail, che si occupava delle tratte nazionali, e Wasteels, per quelle internazionali. Qualche mese fa è stato annunciato il taglio dei notturni: le due società hanno praticamente chiuso, i pochissimi treni rimanenti sono stati appaltati a un’azienda, la Angels, che ha “salvato” meno di un centinaio di ferrovieri”.

Tutti gli altri sono rimasti senza impiego. I treni con le cuccette dirette al sud Italia e, in alcuni casi, verso l’estero, non ci sono più, e con loro sono finiti nel baratro tutti i lavoratori di quelle tratte. Per andare a Palermo o a Reggio Calabria - ci hanno spiegato - “ora si deve cambiare per forza: andare a Roma con il Freccia Rossa e poi prendere un altro treno. Pagando anche di più”.



Le tratte notturne più battute verso l’estero, come Roma-Parigi e Venezia-Parigi, sono sopravvissute, ma Moretti – affermano i protestanti – “ha ceduto i treni italiani a una società francese, la Veolia, che dall’11 dicembre ha passato il servizio alla SNCF, le ferrovie statali francesi. Le quali hanno assunto ex novo altro personale francese. Lasciando a casa noi in tutta Italia”.

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