Ragazza di 19 anni trovata morta in un campo, nel suo passato una storia di abusi dal patrigno

La giovane era stata trovata lunedì sera in un campo tra Milano e Varese. Le indagini

Foto repertorio Today

Avrebbe deciso di togliersi la vita ingerendo un grosso quantitativo di psicofarmaci la 19enne il cui corpo è stato trovato lunedì pomeriggio da un agricoltore in un campo al confine tra i comuni di Busto Arsizio e Magnago. La giovane avrebbe anche avuto un passato burrascoso in famiglia, contraddistinto dagli abusi da parte dell'ex convivente della madre, quando la vittima era soltanto una ragazzina.

È questo il quadro, tragico,  tracciato dalla polizia di Busto, che sta indagando sulla vicenda insieme alla squadra mobile della questura di Varese sotto il coordinamento del pm Flavia Salvatore. 

Trovata morta: aveva lasciato un biglietto

Tutti gli elementi a disposizione degli inquirenti accreditano l'ipotesi del suicidio. Dall'autopsia effettuata mercoledì mattina sul corpo della ragazza, cittadina romena, non sono emersi traumi. A casa della 19enne, che viveva con un compagno italiano il quale però non ne aveva denunciato la scomparsa, è stato trovato un biglietto datato 23 agosto - probabile data della morte - in cui la giovane preannunciava il gesto dicendo di voler "togliere il disturbo". Dalla stessa abitazione erano inoltre spariti alcuni psicofarmaci di cui fa uso il fidanzato. Infine, secondo quanto ricostruito dalla polizia, la stessa ragazza aveva più volte tentato il suicidio nello stesso modo in passato.

Erano stati gli stessi agenti del commissariato di Busto Arsizio a indagare sulle violenze subite dalla 19enne da parte dell'allora convivente della madre. Abusi ripetuti, risalenti a quando la vittima aveva 14 anni. 

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L'aggressore, cittadino egiziano, era riuscito a lasciare l'Italia prima dell'arresto, probabilmente facendo rientro in Egitto. Secondo le prime ricostruzioni, la 19enne lavorava in nero in un bar della zona che ora si sta cercando di individuare. L'unico familiare che aveva in Italia era la madre, anche lei residente a Busto, ma neppure lei aveva allertato le autorità della sparizione della figlia.

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