Cronaca

Ragazzina di 13 anni sequestrata e violentata "per un antico rito rom": arrestato un 19enne

La giovane è stata vittima del Fugii, rituale rom che che serve per suggellare il fidanzamento tra due giovani. Oltre al diciannovenne sono state arrestate anche sua madre e la sorella

Il fugii sarebbe un'antica usanza rom - Foto repertorio

Per tre giorni sarebbe rimasta nelle mani dei suoi carnefici. Per settantadue lunghissime, e interminabili, ore sarebbe stata un gioco nelle mani di quel ragazzo di sei anni più grande che aveva deciso di fare di lei la sua fidanzata. Una decisione, secondo lui e la sua famiglia, da “ufficializzare” nel rispetto delle tradizioni, nonostante quelle tradizioni significhino anche sequestrare una ragazzina e violentarla. 

Un giovane di diciannove anni, che vive a Sant’Angelo Lodigiano, è stato arrestato sabato scorso dai carabinieri di Abbiategrasso con le accuse di violenza sessuale, sottrazione di minore e sequestro di persona. In manette insieme a lui sono finite anche sua madre e sua sorella. Mentre quattro amici del diciannovenne, sospettati di essere complici, sono stati sottoposti a obbligo di dimora. 

A squarciare il velo sull’orrore, a far conoscere ai carabinieri "la folle tradizione del “Fugii”" (così è stato detto dalle forze dell'ordine) - l’antico rituale rom “necessario” "per suggellare un fidanzamento" -, sono stati gli stessi genitori della vittima, che a marzo scorso ne hanno denunciato la scomparsa. 

La famiglia, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata ospite ad un matrimonio che si era svolto in un capannone di Abbiategrasso. Proprio lì, le strade della vittima e del suo carnefice si sarebbero incrociate e il diciannovenne, dopo averla portata con la forza in auto, l'avrebbe rapita e sequestrata.

Dopo tre giorni - giorni in cui, secondo i carabinieri si sono consumate le violenze -, la stessa famiglia del ragazzo avrebbe chiamato i genitori della tredicenne spiegando loro dov’era la figlia. A quel punto, i carabinieri hanno atteso che il ragazzo tornasse a Sant’Angelo Lodigiano - era fuggito in Romania per paura di una rappresaglia della famiglia della vittima - e lo hanno arrestato insieme alla mamma e alla sorella, che avrebbero avuto il ruolo di carcerieri. 

Nella vicenda, nonostante gli arresti e le misure cautelari, restano ancora alcuni punti bui sui quali indagano i carabinieri, che - contattati da MilanoToday - preferiscono mantenere il più stretto riserbo sulla storia. 

Sembra però che durante l’interrogatorio di garanzia, svoltosi nel carcere di Pavia, il diciannovenne avrebbe soltanto detto di “essere innamorato”. "Innamorato" di quella ragazzina poco più che una bimba che avrebbe sequestrato per tre giorni e violentato. 

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