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Danilo e il suo compagno

Danilo e il suo compagno

"Frocio di m..." e gli sputi sull'auto: uomo insultato dal branco di ragazzini

Vittima un 26enne. L'aggressione, denunciata ai carabinieri, sabato a Brugherio

Prima le offese, pesanti, omofobe e gratuite: "Checchina", "frocio di m.", "femminuccia". Poi l'auto bersagliata da sputi che ne hanno ricoperto il parabrezza, i finestrini e le portiere. Senza risparmiare nemmeno l'adesivo in mostra sul portellone del baule che ritrae l'immagine stilizzata di due uomini e tre gatti: una famiglia. 

È così che sabato sera intorno alle 19.30 Danilo Tota, 26 anni, event planner e responsabile di sala in un ristorante milanese, si è ritrovato la sua Fiat Panda a Brugherio, dove erano andato per far visita a un'amica. "I tergicristalli erano stati alzati e quello posteriore anche danneggiato. Su tutta la carrozzeria c'erano sputi vistosi", ha spiegato il giovane, amareggiato per l'accaduto. 

Ma tutto sarebbe iniziato ancora prima, quando al volante della sua macchina sarebbe entrato all'interno dello spiazzo del parcheggio dove era presente una compagnia di ragazzini che "avranno avuto 16 o 17 anni" intenti a giocare a pallone. E che forse non avrebbero gradito il suo posteggio al centro del "campo", che li avrebbe costretti a interrompere la partita.

"Sono sceso dall'auto ed ero al telefono con mia suocera, intento a parlare quando dopo essermi incamminato ho sentito dietro di me le loro voci che replicavano la mia con una intonazione stridula: è arrivato il gay, femminuccia e ancora frocio di merda e checchina". Danilo ha scelto di non dare peso alle offese e ha proseguito dritto per la sua strada, girandosi soltanto per lanciare un'occhiata di disapprovazione. Ha trascorso qualche minuto in compagnia dell'amica, poi è sceso per riprendere la sua auto. E proprio a quel punto l'amara sorpresa: il piazzale ormai vuoto al calare della sera e la vettura ricoperta da sputi con i tergicristalli danneggiati. "Ho fatto subito un video che poi ho postato anche sui social e ho deciso di sporgere denuncia: si tratta di ingiuria e imbrattamento e questo è perseguibile anche penalmente". 

"Sono schifato, affranto. Soprattutto dopo un anno difficile e triste io pensavo di trovare un po' più di umanità. Siamo nel 2021 e dopo i passi avanti fatti sul tema dell'omosessualità mi aspetto che i genitori insegnino ad amare il prossimo non a giudicarlo, non a sputargli addosso, non a schifarlo e ad isolarlo. Da quest'anno terribile avremmo dovuto imparare a dare appoggio agli altri", ha aggiunto Danilo.

L'episodio è stato denunciato ma se dovesse trovarsi davanti quei ragazzini che lo hanno umiliato e offeso, il 26enne vorrebbe solo invitarli a cena: "Aprirei loro le porte di casa mia per far capire quanto sia normale essere una persona e condividere momenti e risate tranquillamente senza bisogno di eccedere in volgarità, rabbia e cattiveria. La più grande paura penso a volte sia la paura dell'integrazione stessa: a volte l'ignoranza non è nel non conoscere qualcosa ma nella paura di conoscerla, di vivere la conoscenza e il terrore che qualcosa possa scatenare in noi un terremoto e mettere in dubbio determinate certezze".

E agli insulti Danilo ha scelto anche di rispondere con il sorriso che è l'espressione della sua felicità conquistata grazie al rispetto per se stesso e all'amore che ha saputo costruire e che condivide con il compagno e i loro tre gatti. Ventisei anni e un lavoro come organizzatore di eventi e cerimonie nell'ambito del quale non sono mancati episodi spiacevoli: "Gli insulti per me sono come pane quotidiano e spesso mi capita di imbattermi in invitati con pregiudizi".

Quello dell'altro giorno per Danilo purtroppo è stato solo l'ennesimo. "Non è la prima volta che mi capita di essere umiliato. Ho vissuto una vita molto complessa e piena di insulti. Quando ti pieghi mille volte si innesca in te un meccanismo simile a quando rompi a metà un osso e il punto dove hai la rottura si calcifica in maniera più forte e, a furia di rompersi, quella parte non si spezzerà più. Ho imparato a fare di questa mia debolezza - ai miei occhi - un punto di forza e ho scelto un lavoro dove io faccio vincere proprio l'amore".

Sempre a Brugherio, ironia della sorte proprio a una decina di metri dal punto dove sabato sera è stato insultato e umiliato, anni fa Danilo è stato aggredito fisicamente con calci e pugni da alcuni coetanei quando ancora era minorenne. "Passeggiavo e sono stato accerchiato da cinque ragazzi che all'epoca conoscevo. Sono stato insultato e preso a calci e pugni". Poi la rinascita: "A 19 anni ho deciso di non vivere più nell'ombra perché era troppo. Quando raggiungi il limite e sei pieno non riesci più a sorridere e c'è qualcosa che deve uscire come una mina inesplosa, è il momento di fare coming out. È un passaggio essenziale ma sicuramente molto difficile perché non tutti torneranno ad abbracciarti ma quando scegli di fare questo passo è una esplosione atomica: ti senti svuotato, libero come una libellula".

E ora Danilo riesce a volare alto, sopra il pregiudizio. "Bisognerebbe imparare a educare i figli per fare in modo che non succeda più. Io ai miei nipoti cerco di insegnare che chiunque abbiano davanti di qualsiasi colore sia, di qualsiasi forma e sesso sia è comunque una persona con un cuore carne e ossa". 
 

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