Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Porta Romana / Via della Commenda

Bimba rapita alla Mangiagalli: “Io ho abortito, non volevo essere lasciata dal mio compagno”

Parla la donna che lunedì ha cercato di rapire una bimba di dieci giorni alla Mangiagalli

Ha spiegato perché lo ha fatto. Ha raccontato di aver avuto paura di perdere tutto e di aver compiuto quel folle gesto. 

Ha parlato la trentatreenne ecuadoriana arrestata lunedì pomeriggio dopo aver cercato di rapire una neonata di dieci giorni nella clinica Mangiagalli.

La donna, secondo quanto accertato dai carabinieri, è entrata nell’ospedale approfittando dell’orario di visita, poi - fingendosi una dottoressa - ha detto ad una madre - una signora moldava - di dover prendere la sua bimba per fare degli esami e quindi ha cercato di fuggire, prima di essere bloccata dai medici e dai militari. 

"Non sapevo cosa fare”, ha raccontato lei stessa al suo avvocato, Paolo Cassamagnaghi, che dovrà difenderla dalle accuse di sequestro e sottrazione di persona. “Dopo aver perso mio figlio - ha ammesso, confermando un aborto recente - avevo paura di perdere il mio compagno e tutta la mia famiglia". 

Il suo convivente, un operaio, non avrebbe saputo nulla di quell’aborto che lei aveva deciso di nascondere a tutti "per paura di essere lasciata". 

Aveva pensato - ha confessato - di dire a casa di aver partorito un figlio morto, ma poi è arrivata alla conclusione che questa bugia non avrebbe retto a lungo. Così, il tentato rapimento alla Mangiagalli e l’arresto, con tanto di scuse - riferito all’ostetrica che l’ha bloccata - alla madre alla quale aveva cercato di portar via la neonata. 

Sembra che la trentatreenne, che ha un figlio di sette anni avuto da una precedente relazione, abbia confessato al proprio avvocato di essere ingrassata volontariamente nell’ultimo periodo, proprio per continuare a fingere di essere ancora incinta. 

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