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I rapinatori finti bambini (ma veri minorenni) che rubano 2mila euro a un'anziana

In manette due 17enni. Uno di loro ha detto che avevano 13 anni, sperando di farla franca

Hanno provato ad "aggirare" il sistema. Evidentemente ben consapevoli dell'impossibilità di imputare ragazzini sotto i 14 anni, hanno provato a spacciarsi per 13enni, poco più che bambini. Ma purtroppo per loro i test medici, e poi i documenti, hanno fatto cadere il loro castello di bugie. 

Due 17enni, entrambi nati in Spagna ed entrambi nomadi, sono stati arrestati martedì sera dai carabinieri della compagnia di Rho con l'accusa di rapina in concorso dopo aver scippato 2mila euro in contanti a una donna di 72 anni. 

Il blitz dei due, che non hanno un domicilio fisso e frequentano insieme alle famiglie i campi rom del Milanese, è andato in scena verso le 11.30 nell'Unicredit di piazza Cinque giornate ad Arese. Uno dei due è rimasto fuori a fare da palo, fingendo di essere al telefono, mentre l'altro ha seguito la vittima all'interno della filiale. Appena la signora ha digitato il pin, il baby criminale l'ha spinta a terra, ha aggiunto uno zero ai 200 euro selezionati dalla vittima, ha raccolto il bottino e si è allontanato insieme al complice. 

Incastrati dal carabiniere fuori servizio

A far finire nei guai i ragazzini, è stato l'occhio attento di un carabiniere della stazione di Lainate, che era fuori servizio e si trovava in piazza. Dopo aver notato il "palo" che continuava a passeggiare fuori dalla banca, ha visto il secondo giovane arrivare con dei contanti in mano e ha deciso di seguirli chiedendo l'intervento dei colleghi. Il militare ha pedinato i due in via Col di Lana e fino all'incrocio tra via Monte Resegone e via dello sport, dove i rapinatori hanno scavalcato il cancello di recinzione di un condominio sparendo per un attimo dalla vista del carabiniere. 

Proprio in quell'istante, però, fuori dal palazzo è arrivato un taxi che era stato chiamato, attraverso un'app di prenotazione, da uno dei due 17enni. A quel punto, i militari hanno avuto la certezza che i ragazzi fossero ancora nell'edificio e poco dopo li hanno trovati nascosti in un box. Senza documenti, i baby banditi sono stati portati in caserma per essere identificati e lì hanno cercato di far credere agli investigatori di avere meno di 14 anni. 

Una volta in ospedale, gli accertamenti sull'età hanno decisamente escluso questa ipotesi. Così, ormai in trappola, i due hanno avvisato i familiari, che hanno finalmente portato i documenti di entrambi. A tarda sera, i 17enni sono stati accompagnati nel carcere minorile di Torino. Il lavoro dei militari prosegue ora per verificare se, come sembra, entrambi abbiano già colpito altre volte in passato, con modalità simili. Il loro atteggiamento, sereno e tranquillo, ha lasciato il dubbio ai carabinieri che quella non fosse la prima volta. 
 

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