Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca San Siro / Via Pier Alessandro Paravia

I banditi in trasferta e l'assalto con la pistola per rubare l'orologio di lusso (falso)

Arrestati due trasfertisti specializzati in orologi di lusso. Si indaga su altre rapine

Oltre il danno, la beffa. È finita male la trasferta di lavoro di due rapinatori professionisti, "specialisti" del settore, arrestati giovedì dagli uomini della squadra Mobile di Milano dopo aver messo a segno un blitz, decisamente violento, per "portare a casa" un orologio di lusso, poi rivelatosi un falso. 

Le manette sono scattate per Mariano Conte, 33 anni, e Giuseppe Pica, 48, entrambi residenti a Napoli ed entrambi con numerosi precedenti alle spalle, alcuni dei quali collegati proprio al capoluogo lombardo. A incastrare i due sono stati gli specialisti della V sezione della Mobile, guidati da Marco Calì e Francesco Giustolisi, che da qualche mese stavano seguendo una pista che li ha portati proprio al 33enne e al 48enne. 

Le indagini erano nate dopo una rapina messa a segno in zona Brera da due uomini: grazie alle telecamere di sorveglianza, gli investigatori erano riusciti a individuare lo scooter e la base logistica della coppia, in zona Barona. Monitorando il fenomeno dei furti di orologi di lusso sotto la Madonnina, dalla Mobile si sono accorti che negli ultimi messi il copione sembrava un po' cambiato: la classica tecnica utilizzata - il colpo allo specchietto e poi lo strappo appena la vittima mette il braccio fuori dal finestrino - era stato sostituito con dei blitz più violenti, spesso anche a mano armata. 

Così, quando mercoledì sera il Gps istallato sul motorino dei sospettati ha segnalato che il mezzo era in movimento, sempre in zona Barona, gli investigatori hanno immediatamente alzato il livello di allerta. Giovedì mattina, la svolta. I due presunti rapinatori - arrivati proprio la sera precedente dalla città partenopea - hanno iniziato a girare per le vie di Milano, su due motorini distinti, alla ricerca della preda giusta, poi individuata in un commerciante d'auto italiano di 48 anni che era a bordo della sua Porsche. 

Dopo aver agganciato l'obiettivo, i due avrebbero lasciato uno degli scooter e sarebberi saliti entrambi sullo stesso mezzo, sul quale era già stata applicata una targa finta. Appena il 48enne ha fermato la macchina in zona via Paravia, i banditi sarebbero entrati in azione e gli avrebbero puntato contro una pistola per portargli via un orologio Hublot dal valore di 25mila euro. Nonostante la presenza in macchina dei figli e della moglie, il commerciante avrebbero però reagito e ne sarebbe nato uno scontro fisico, "vinto" poi dai malviventi che sono riusciti a fuggire col bottino. 

Ma la loro fuga è durata molto poco perché gli uomini della Mobile sono andati a prenderli nel bed & breakfast che avevano già individuato come loro punto d'appoggio. Tra la stanza e il motorino sono stati trovato l'orologio, in realtà falso, - uno smacco non da poco per dei "professionisti" -, una radiolina ricetrasmittente, verosimilmente utilizzata per comunicare tra loro, e l'arma usata per il blitz, una scacciacani priva di tappo rosso replica di una Walther Ppk. 

Stando a quanto filtrato, è verosimile che i due arrestati - ora fermati con l'accusa di rapina - siano entrati in azione già altre volte negli ultimi mesi nella città meneghina, spesso diventata teatro di scippi di orologi lussuosi. A gennaio 2019, a finire nel mirino - con un copione molto molto simile - era stato il procuratore Davide Lippi, figlio dell'allenatore Marcello, che era però riuscito a rifugiarsi nel box del suo condominio. A novembre dello stesso anno era toccato a un 23enne fermo nel traffico in piazza della Repubblica sulla sua Mercedes: pistola in faccia e via l'Audemars Piguet da 15mila euro. A maggio di quest'anno era stata la volta di un 58enne aggredito in via Palermo da un uomo armato e fuggito a bordo di uno scooter con la refurtiva, un Rolex da 30mila euro. 

Pica, tra l'altro, era già stato arrestato otto anni fa a Milano per uno dei "suoi" colpi. Quella volta a fare i conti con lui, e due complici, era stato l'ex calciatore dell'Atalanta, Giulio Migliaccio, derubato in centro di un Audemars Piguet.

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