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Cronaca Baggio / Via delle Forze Armate

Era il 'terrore' dei tassisti di Milano: è stato tradito da una salamandra

Si tratta di Valerio M., romano classe '79, pluripregiudicato appena scarcerato e sorvegliato speciale. Era insieme ad un complice, Orlando Lorenzo I., ventitreenne milanese anche lui pregiudicato

Quella salamandra un po' sbiadita tatuata sul lato sinistro del collo è stata la sua rovina. Grazie al piccolo rettile gli investigatori dei carabinieri della stazione Milano San Cristoforo, compagnia di Porta Magenta, sono risaliti a lui. Valerio M., romano classe '79, pluripregiudicato appena scarcerato e sorvegliato speciale. E' lui - secondo i militari - il bandito che in quattro giorni aveva 'terrorizzato' i tassisti con rapine serali. Il tatuaggio, riconosciuto dalla prima vittima, ha permesso di bloccarlo pochi istanti dopo il terzo colpo, la sera dell'Epifania. Era insieme ad un complice, Orlando Lorenzo I., ventitreenne milanese anche lui pregiudicato, che aveva preso parte all'ultimo colpo.

Mercoledì 6 gennaio. Intorno alle 21, in piazza De Angeli, due uomini prendono un taxi. Valerio M. prova a sedersi sul sedile anteriore, come aveva fatto per le precedenti due rapine, ma questa volta il tassista è categorico e lo fa mettere dietro. In via Canizzaro, nei pressi di via Fratelli Zoia, i due tirano fuori una forbice e minacciano l'uomo facendosi consegnare il denaro, smartphone e due giubotti. Sono 260 euro. Ma per i banditi non sono sufficienti. Così fanno scendere l'autista dalla vettura e iniziano una perquisizione personale. Terrorizzato, fugge e trova rifugio nel ristorante "I tre caminetti". Da lì chiama il 112. Nel frattempo i banditi scappano a bordo del taxi ma lo abbandonano poco distante.

I carabinieri, che da due giorni sovergliavano il pregiudicato romano, si fanno trovare sotto casa dell'uomo, in via Nikolajevka, zona Baggio. Nel cortile interno viene bloccato. Aveva con sè uno dei cellulari rubati, lo stava resettando. Poco dopo arriva anche il complice: aveva in mano i due giubbotti appena rubati. Sono stati portati a San Vittore con l'accusa di rapina aggravata in concorso.

La storia criminale di Valerio M. - secondo il racconto dei carabinieri che hanno messo le mani sull'uomo - è lunghissima. Era appena stato scarcerato, il 21 dicembre 2015. Ma il suo rapporto con la galera inizia già nel 2003 a Roma per una ricca serie di colpi, perlopiù contro i tassisti. L'ultima rapina, prima di questo nuovo exploit di gennaio, era avvenuta nel 2011. Poi vari anni dietro le sbarre, tra Terni e Bologna. Fino alla libertà 'vigilata'.

Nonostante i controlli a cui era sottoposto, da gennaio era tornato a colpire. Il 3 e il 4 gennaio aveva agito da solo. La prima volta, nella via di casa sua, dopo aver chiamato personalmente il taxi, durante la corsa aveva minacciato il tassista con una forbice, portando via un bottino di 130 euro e un orologio. L'indomani era tornato a colpire in via Forze Armate: armato di coltello aveva rubato circa 300 euro. In quell'occasione si era fatto chiamare il taxi da un ristoratore. Dopo il successo delle prime due "battute di caccia", convinto di farla franca, giorno 6 è tornato a colpire ma la salamadra era stata riconosciuta da vittime e carabinieri.
 

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