Milano, colpo in centro da 200mila euro (in 50 secondi): arrestata l'altra "pantera rosa"

Preso il secondo rapinatore del colpo in gioielleria in via Pontaccio. È un "Pink Panthers"

I rapinatori in azione

Fuga finita anche per lui. La polizia ha arrestato a Podgorica, in Montenegro, Vladimir Vujacic, 46enne montenegrino ritenuto responsabile della rapina messa a segno il 20 dicembre del 2017 nella gioielleria "Paradiso Luxury" di via Pontaccio, in pieno centro città. 

Il bandito, che era entrato in azione insieme a un altro complice già fermato lo scorso anno, è stato raggiunto nella capitale del Montenegro dagli agenti del posto, è stato ammanettato ed è stato portato via in esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso dalla procura generale di Milano. 

"Fuori in 50 secondi"

Quel 20 dicembre mattina, due uomini - abito elegante e volto scoperto - si erano presentati nel locale come se fossero normali clienti. Uno dei due - proprio Vujacic - aveva estratto una pistola al peperoncino e l'aveva puntata contro il titolare. L'altro rapinatore - il 36enne Danilo Vucinic, di Belgrado -, aveva invece preso un martello, aveva sfondato le vetrine e aveva arraffato tutto il possibile. 

Quindi, dopo cinquanta secondi esatti, i due erano usciti con il bottino in tasca. Vucinic si era allontanato in metro, presa a Lanza, mentre il complice era scappato in bicicletta, facendosi largo tra i passanti con l'arma in pugno. 

La colazione con la grappa e il brindisi

Gli agenti della Scientifica e della sezione anti rapine della Mobile - coordinata da Francesco Giustolisi - avevano subito effettuato tutti i rilievi e accanto a una delle vetrine distrutte erano riusciti a isolare due gocce di sangue, lasciate dal rapinatore con il martello che si era ferito rompendo le vetrate. Quel sangue, hanno poi accertato gli esami, apparteneva proprio al rapinatore di Belgrado. 

Gli agenti - dopo aver guardato mille ore di immagini catturate dalle telecamere in giro per Brera - erano riusciti a ricostruire gli spostamenti dei due e del loro "palo. Così, i poliziotti erano stati in grado di accertare che i tre avevano effettuato sopralluoghi nei giorni precedenti - sempre con vestiti diversi e con percorsi differenti - e che la stessa mattina della rapina avevano fatto colazione nel bar di fronte alla gioielleria con un cappuccino corretto alla grappa. 

Alle 10.20, invece, pochi secondi prima di entrare in azione, Vucinic e Vujacic avevano brindato - naturalmente con un bicchierino di grappa - e avevano poi attraversato per mettere a segno il colpo. 

Video | Il colpo in 50 secondi a Milano

La rapina firmata Pink Panthers

Il blitz - studiato nei minimi dettagli e praticamente perfetto, se non per quelle due gocce di sangue lasciate da Vucinic - aveva seguito perfettamente lo stile "Pink Panthers": la banda di rapinatori, composta quasi esclusivamente da ex militari dell'ex Jugoslavia, che l’Interpol ha definito come il gruppo criminale "più potente e meglio organizzato al mondo". 

I due banditi del colpo in via Pontaccio, hanno accertato investigatori e inquirenti, erano uomini riconosciuti della banda, come testimonia anche la tecnica "Smash & Grab" - distruggi e arraffa - usata per la rapina e tipica proprio delle "pantere rose".

E di rapine in grande stile i "Pink Panthers" nel corso della loro carriera ne hanno fatte eccome. Nel 2005 avevano svaligiato una gioielleria a Saint Tropez ed erano scappati a bordo di un motoscafo, mentre nel 2007 - bottino da 14 milioni di euro - erano entrati direttamente con due macchine di grossa cilindrata nel "Wafi Mall" di Dubai. Nel 2016, invece, avevano colpito a Milano: in tre erano entrati in un negozio di via Sant'Andrea, avevano legato la commessa e poi erano spariti - sempre a bordo di biciclette - con gioielli per un milione di euro.

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