Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca San Siro / Via San Giusto

Lo studente quasi ammazzato per un telefono: la lama si è fermata a 5 centimetri dal cuore. Video

La folle rapina nella notte tra il 18 e il 19 aprile in zona San Siro. Arrestati i due presunti responsabili: hanno 17 e 18 anni

Accoltellare per un telefono. Rischiare di ammazzare per un cellulare. In due contro uno, alle spalle. Due ragazzini - un neo 18enne e un 17enne, entrambi cittadini egiziani - sono stati arrestati dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di rapina aggravata e lesioni aggravate in concorso. I due sono accusati di aver ferito, e quasi ammazzato, uno studente 21enne la notte del 19 aprile scorso, soltanto per rubargli un iPhone 12. 

Il raid dei due - entrambi arrivati in Italia a inizio 2024 come minori non accompagnati - era andato in scena in piazza Axum, dove il giovane era arrivato per prendere il tram dopo una serata trascorsa a casa della fidanzata, sempre in zona. Una volta alla fermata, il ragazzo aveva notato i due aggressori dall'altro lato della strada e aveva subito capito di essere in pericolo, tanto che aveva fatto finta di salire a bordo di un mezzo Atm per poi scendere e allontanarsi. 

Il 18enne e il 17enne, però, non si erano arresi e avevano inseguito la vittima fino in via San Giusto. Lì, il minorenne aveva bloccato lo studente dalle spalle, gli aveva intimato "telefono, telefono" e poi gli aveva sferrato alcuni fendenti alla schiena, mentre il complice gli aveva morso la mano facendogli così cadere il cellulare. I due a quel punto avevano fatto perdere le loro tracce, mentre il ferito era riuscito a raggiungere di nuovo l'abitazione della fidanzata, da dove era scattato l'allarme. 

Trasportato al pronto soccorso del Niguarda in codice rosso e in prognosi riservata, il 21enne se l'era cavata quasi per caso, perché la lama si era fermata a quattro, cinque centimetri dal cuore. Dopo aver raccolto la sua testimonianza, i poliziotti della sezione reati contro la persona della squadra mobile milanese - guidati da Alfonso Iadevaia e Domenico Balsamo - hanno iniziato a dare la caccia ai rapinatori, partendo dalle immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza della zona, che avevano memorizzato alcuni elementi utili. La prima vera svolta, però, è arrivata quando i poliziotti sono andati indietro nel tempo e nella fermata della metropolitana di Domodossola hanno trovato dei frame dei due aggressori in ascensore. Quando i tabulati telefonici hanno confermato la loro presenza sul luogo dell'aggressione, il cerchio si è chiuso. 

Per loro la giudice per le indagini preliminari, Lorenza Pasquinelli, ha disposto la custodia cautelare in carcere: a San Vittore per il maggiorenne, al Beccaria per il più piccolo. Motivando la decisione, la Gip ha rimarcato che le "modalità e le circostanze del fatto denotano una pericolosità sociale" dei ragazzi, "connessa all'estrema violenza, anche superflua, utilizzata nei confronti della vittima". Gli indagati - ha messo nero su bianco - "non hanno esitato a colpire più volte" lo studente "anche quando era ormai indifeso" e "la loro azione si è spinta fino all'uso di un'arma da taglio, idonea a produrre conseguenze ben peggiori delle lesioni verificatesi". 

Così, per i due - che erano stati fotosegnalati insieme a maggio del 2023 in questura a La Spezia - sono scattate le manette. Il 17enne è stato fermato nella comunità di cui era ospite, mentre il complice è stato bloccato in strada a Milano dai poliziotti. 
 

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