Rapinatore bloccato con un pugno in faccia da un passeggero: fermato e liberato 24 ore dopo

Già libero il 23enne arrestato in metro a Sesto dopo essere stato fermato da un testimone

Foto repertorio

In cella il lunedì. Per strada il martedì. È già stato liberato il 23enne, un cittadino marocchino disoccupato e senza precedenti, che lunedì sera era stato arrestato dai carabinieri in metro a Sesto San Giovanni dopo aver cercato di rapinare una donna della sua borsa. 

Il giovane era stato bloccato da un testimone, un 30enne di Nova Milanese, che lo aveva colpito con un pugno al volto e lo aveva immobilizzato in attesa dell'arrivo dei militari. Dopo l'intervento del passeggero, il fermato - che aveva un tasso di alcol nel sangue di 4.0 - era finito in ospedale in coma, ma dopo poco si era ripreso ed era stato portato in carcere a Monza in attesa della convalida. 

Stando a quanto appreso, però, quella convalida non è mai arrivata perché il tribunale monzese ha di fatti considerato illegittimo l'arresto. Secondo il magistrato, l'arresto non era avvenuto in flagranza di reato - in realtà il rapinatore era in coma subito dopo la tentata rapina - e, sempre stando al magistrato, la ricostruzione effettuata dai carabinieri, e dal testimone, non era confermata in toto dalle immagini delle telecamere della metro e, soprattutto, dalla vittima, che si era allontanata subito dopo il tentato scippo. 

Così, a poche ore dall'arresto, il 23enne è tornato in libertà. "Mi è appena giunta notizia che il rapinatore marocchino, senza fissa dimora e ubriaco, che lunedì sera alla stazione metropolitana di Sesto Fs ha molestato una donna per poi seguirla e tentare di rubarle la borsetta prima di essere fermato con un pugno da un altro passeggero, è stato scarcerato", ha "denunciato" mercoledì mattina il sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano.

"Ringrazio i Carabinieri di Sesto San Giovanni per il costante presidio del territorio e ringrazio anche il ragazzo che ha bloccato il rapinatore, decisivo per evitare ulteriori conseguenze visto il suo atteggiamento aggressivo nei confronti della donna. A lei va la mia solidarietà per il brutto episodio che l’ha vista coinvolta e - ha concluso - sono contento che abbia deciso di presentare denuncia".

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La denuncia della vittima - una 30enne -, che pare "sposi" in pieno la ricostruzione effettuata dai militari e dai testimoni, potrebbe riaprire il caso e permettere ai carabinieri di richiedere ai giudici di Monza un'ordinanza di custodia cautelare in carcere o un fermo. Il 23enne, però, non ha un domicilio né a Sesto, né a Milano e a quel punto trovarlo potrebbe non essere semplice. 

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