Rapinano un portavalori rubando oltre 4 milioni di euro in gioielli Bulgari: arrestati in 7

La gang era poi scappata a bordo di due auto lanciando chiodi a tre punte lungo la strada. Alcuni dei gioielli sono stati ritrovati presso la casa d'asta Christie's a Londra. Tutti i dettagli

La rapina

Nel 2016 avevano assaltato un portavalori a Bollate (Milano), riuscendo a rubare gioielli storici Bulgari, collezione “Heritage”, per oltre 4 milioni di euro. Era il 15 ottobre. Oltre due anni dopo, quando ormai credevano di avercela fatta, gli uomini della Squadra Mobile di Milano, coordinati da Lorenzo Bucossi, hanno messo fine a questa loro illusione. Giovedì 24 gennaio sono stati arrestati nelle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, tranne uno di loro che è stato raggiunto a Melegnano (Milano).

Video: ecco la rapina 'in diretta' e l'audio delle prime richieste d'aiuto

Gli arresti, eseguiti all'alba, sono stati ordinati dal gip De Marchi, su richiesta della Procuratrice della Repubblica di Milano Isabella Samek Lodovici. Sono tutti italiani e sono accusati di rapina pluriaggravata. Sarebbero nomi vicini al clan Romito attivo nel terriorio di Foggia Cerignola.

Dei sei nomi in ordinanza ne manca per ora solo uno all'appello. Sono Raffaele Dassisti, 29 anni di Canosa di Puglia, Francesco Mavellia, 43 anni di Catello Lista, 42 anni di Manfredonia, Carmine Valerio, 41 anni di Barletta (quello preso nel Milanese), Francesco Scirpoli, 37 anni di San Giovanni Rotondo, Antonio Quitadamo, 43 anni di San Giovanni Rotondo, già detenuto presso la casa circondariale di Melfi e Giancarlo Valerio D'Abramo, 41 anni Cerignola (al momento ricercato). Il commando aveva fatto l'assalto in via La Cava (il video dell'assalto).

La rapina da 4 milioni di euro al portavalori a Bollate

Un'azione da manuale, studiata fino all'ultimo dettaglio e portata a termine con precisione chirurgica, quella messa in scena dal gruppo di banditi nella mattinata di un sabato d'autunno sulla Bretella Rho-Monza, in via La Cava. Ciascuno aveva un ruolo e dalle immagini del sistema di video sorveglianza del blindato è evidente quanto fossero calmi durante il 'colpo'.

I malviventi, armati con fucili a pompa, avevano bloccato la strada al blindato della Trasporto protetto Ferrari, costringendo un altro furgone a mettersi di traverso, e avevano minacciato le guardie giurate, una donna e un uomo di 35 e 39 anni. Poi, dopo aver esploso un colpo per intimorire i presenti, con un flessibile D'Abramo - tra gli uomini più forti nel clan, insiem a Scirpoli - aveva tagliato le lamiere del portavalori, rubando gran parte del contenuto: Bulgari, ma anche altre prestigiose marche.

Erano scappati a bordo di due automobili - una Lancia Delta ed una Renault Megane rubate - abbandonando una terza vettura sul luogo del colpo, lanciando chiodi a tre punte dall'auto in corsa. 

Traditi dai telefoni, dalle tracce di sangue e da un dito 'mancante'

L'indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Milano con la collaborazione della Squadra Mobile della Questura di Foggia e del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Milano.

L'attività investigativa è partita dall’analisi dei traffici di cella attraverso cui è stato possibile risalire alle utenze in uso ai rapinatori, localizzate dapprima nel Milanese e poi nella provincie pugliesi. I tabulati telefonici hanno permesso di risalire all'identità dei reali utilizzatori dei cellulari.  

Non solo. Uno dei rapinatori, nel prelevare i sacchi dallo scorcio creato alla lamiera del portavalori, si era procurato una ferita da cui aveva perso sangue. È stato così possibile estrapolare un profilo genetico valido che, mesi dopo, comparato con quello prelevato a Scirpoli, nel corso di una perquisizione, ha dato riscontro positivo.

Anche Quitadamo sarebbe stato riconosciuto dagli agenti per un particolare: all'uomo, di corporatura importante, manca infatti un pezzo di falange dal dito medio della mano sinistra. Dalle immagini della rapina, questo dettaglio era evidente, nonostante i guanti.

Anche le auto usate dai banditi hanno condotto i poliziotti milanesi in Puglia: tre giorni prima della rapina ne era stato riscontrato il transito dalle telecamere autostradali in prossimità di Poggio Imperiale (Foggia) e Cerignola (Foggia).

I gioielli ritrovati presso la casa d'asta Christie's

Durante l'attività investigativa la Squadra Mobile di Salerno, eseguendo delle misure cautelari per altri reati, aveva arrestato D'Abramo (poi rilasciato) e Correra Maurizio, foggiano, figura emersa nel corso dell'attività sulla rapina al portavalori Ferrari per essere il canale attraverso il quale i gioielli sarebbero stati ricettati. Nel suo telefono cellulare, infatti, sono state ritrovate decine di foto dei gioielli rapinati il 15 ottobre.

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I preziosi sono stati poi ritrovati in parte. Ad aprile 2018 c'è stato il sequestro di alcuni di loro presso la prestigiosa casa d'asta Christie's, a Londra. Ma anche in Germania, dove la polizia ha fermato un cittadino turco mentre in auto cercava di raggiungere la Svizzera con alcuni dei gioielli Bulgari rubati. Ora ne mancano tanti all'appello: gli investigatori continuano, in questo senso, ad indagare.

VIDEO | Il luogo della rapina

Il giorno dell'arresto un altro assalto a Milano: con una bomba finta

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