Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Porta Nuova / Piazza della Repubblica

Il mago dei Rolex, lo schianto dopo il blitz e il colpo (non riuscito) a Lacerenza

Due rapinatori di Rolex arrestati dalla Mobile. L'indagine nata dopo un incidente

Quel giorno, come aveva già fatto in passato, era sotto la Madonnina per lavorare. Insieme ai complici aveva lasciato il suo quartiere, il rione Sanità a Napoli, ed era arrivato nel capoluogo lombardo per una delle sue classiche "battute di caccia". Ed era anche andato a segno, da vero specialista. Però, suo malgrado, non aveva fatto i conti con una variabile "impazzita": la reazione della preda scelta, che lo aveva inseguito, gli aveva dato la caccia e lo aveva fatto schiantare. Schianto che, indirettamente, adesso lo ha fatto finire in cella. 

È stato arrestato nelle scorse ore Espedito Torino, 47 anni, pregiudicato e una carriera criminale di tutto rispetto fatta di furti di orologi di lusso e arresti, due dei quali avvenuti proprio a Milano nel 2009 e nel 2016, quando nel mirino era finito anche l'allenatore Nenad Sakic, derubato dal 47enne e da suo fratello Ciro, soprannominato "Dollaro". Insieme a Torino - per un'ordinanza firmata dal Gip Accurso Tagano su richiesta dei pm Elisa Calanducci e Laura Pedio - le porte del carcere si sono aperte anche per Antonio Zinno, 37enne dello stesso quartiere soprannominato "semenzella" e anche lui con precedenti alle spalle, mentre un terzo uomo è tutt'ora ricercato.

VIDEO. La banda dei Rolex in azione

A incastrare la banda dei trasfertisti sono stati gli agenti della V sezione della squadra mobile, guidati da Marco Calì e Francesco Giustolisi. I fari degli investigatori sul gruppo si erano acesi il 21 settembre 2020, quando la fuga di Torino dopo un colpo si era conclusa con uno schianto in piazza della Repubblica. Quello che sembrava un semplice incidente aveva in realtà rivelato tutte altre verità. I poliziotti avevano infatti accertato che il 47enne era caduto dallo scooter mentre veniva rincorso da un 36enne a bordo di una Porsche, che era appena stato scippato di un Patek Philippe da 40mila euro. 

La tecnica era stata la solita. Il 47enne, a bordo di uno scooter, aveva assestato un colpo allo specchietto della macchina dell'uomo: appena lui aveva tirato fuori il braccio, un secondo ladro gli aveva strappato l'orologio per poi fuggire a bordo di uno scooter guidato dal terzo componente della banda. Per nulla intenzionato ad arrendersi, il guidatore aveva però inseguito Torino, che era caduto ed era finito in coma in ospedale. 

Così gli agenti avevano messo le mani sul suo scooter, su un mazzo di chiavi e soprattutto su un cellulare. Analizzando i tabulati e il traffico dati dell'apparecchio, i poliziotti hanno pian piano ricostruito le tessere del puzzle e sono arrivati a due nomi oltre che a un covo tra Cinisello e Cusano Milanino. Controllano palmo a palmo tutti i cancelli della zona, gli investigatori hanno fatto bingo quando il telecomando ha aperto un box proprio di Cusano, poi risultato affittato dal 47enne con un'identità falsa. All'interno gli agenti hanno trovato due scooter e i profili genetici isolati dagli specialisti della Scientifica hanno tolto anche gli ultimi dubbi, confermando il "match" con Zinno, Torino e il terzo uomo. Con tutti i dati tra le mani, i poliziotti sono poi riusciti a dimostrare come ci fosse la loro stessa firma su altri due colpi. 

Uno era avvenuto la mattina del 21 settembre, con vittima il noto imprenditore Davide Lacerenza, che era stato avvicinato mentre si trovava in via Edolo a bordo della sua Ferrari. Il titolare della Gintoneria, che poche settimane prima aveva subito un altro furto con una tecnica identica, si era però accorto di quanto stava accadendo e aveva "buttato" il suo Patek da 40mila euro sotto il sedile, riuscendo a "salvarsi" per poi documentare tutto sui suoi social, molto seguiti. Una settimana prima, invece, il blitz era riuscito in Foro Bonaparte e i banditi erano fuggiti con un Rolex Daytona da 40mila euro. Adesso la loro fuga è finita.
 

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