Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Chiesa Rossa / Via Pietro Boifava

Rapina otto volte la stessa farmacia: era il suo "bancomat" per comprare la droga, arrestato

In manette è finito un italiano di trenta anni, già arrestato a settembre scorso per spaccio

Il rapinatore in azione e la pistola usata

Ogni volta che aveva bisogno di soldi andava lì, in quel posto che aveva "scoperto" durante le cure al Sert - il centro di recupero per tossicodipendenti - e che nel tempo aveva imparato a conoscere perfettamente. Ormai, dopo mesi di blitz, aveva memorizzato i volti delle dipendenti, il percorso da fare e il modo per convincere le vittime a seguire gli ordini e a non reagire. Durante l'ultima "azione", però, la sua routine è stata stravolta dagli agenti, che da giorni lo tenevano d'occhio e che sapevano dove aspettarlo e come bloccarlo. 

I poliziotti del commissariato Scalo Porta Romana, diretti dal vicequestore aggiunto Angelo De Simone, hanno arrestato Giovanni Iuliano, trenta anni, una dipendenza conclamata dalla droga e precedenti per spaccio, rapina e furto. Il trentenne - incastrato dalle immagini e dalle indagini - è accusato di rapina aggravata per ben otto colpi tutti a messi a segno nella farmacia Boifava di Milano tra il 25 marzo e il 18 dicembre. 

Video | Il rapinatore placcato e arrestato dagli agenti

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Iuliano utilizzava sempre lo stesso modus operandi, da perfetto rapinatore seriale: arrivava in zona Chiesa Rossa da Rogoredo con i mezzi pubblici, controllava che la farmacia fosse vuota o quasi, poi indossava un casco integrale, alzava lo scaldacollo sul viso e faceva irruzione nel locale, dirigendosi subito verso la cassa. Quindi, dopo aver minacciato la dipendente di turno con l'arma - durante i blitz ha utilizzato un coltello, un punteruolo e una scacciacani - afferrava i soldi e spariva. Tutti i colpi - messi a segno con una regolarità incredibile, con una sola pausa per le "ferie" estive - sono avvenuti sempre tra le 18.30 e le 19.30 e hanno fruttato dai 600 ai 1500 euro alla volta. 

Le rapine - ha spiegato il vice questore De Simone - "gli servivano per trovare i soldi per vivere o per andare a comprare la cocaina al boschetto della droga di Rogoredo. Quella farmacia per lui era diventata una sorta di bancomat personale", tanto che per le farmaciste - tra cui una donna incinta - lui era ormai un incubo ricorrente. Il 18 dicembre, però, durante l'ultima rapina gli agenti si sono appostati all'esterno e al momento giusto sono entrati nel locale placcandolo e arrestandolo. 

Già a settembre scorso, Iuliano era finito in manette perché sorpreso a spacciare nei pressi della sede Inail di via Boncompagni, dove entrambi i genitori lavorano come guardiani. Dopo quel fermo, il trentenne era stato sottoposto a sorveglianza speciale e all'obbligo di presentazione in commissariato ma soprattutto era entrato in cura al Sert di via Boifava per cercare di vincere la sua tossicodipendente. E lì, proprio durante il suo percorso di riabilitazione, ha scoperto quella farmacia poi diventata il suo bancomat. 

A casa del rapinatore, che ora si trova nel carcere di San Vittore, gli agenti hanno trovato il casco, gli abiti e le armi usate durante la rapine. 

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