Cronaca

Tenta di rapire un neonato alla Mangiagalli: condannata a tre anni

La donna si era giustificata dicendo di avere avuto un aborto e di avere temuto che il suo compagno la lasciasse per questo

Repertorio

Tentò di rapire una neonata all'interno della Mangiagalli a luglio 2017: ora è stata condannata a tre anni di carcere. Il pubblico ministero aveva chiesto per lei una condanna più alta, a quattro anni e sei mesi di reclusione. La donna rispondeva di sequestro aggravato di persona e sottrazione di minori.

La 33enne, di origini ecuadoriane e residente a Mediglia, è stata vista da un'infermiera mentre cercava di allontanarsi dalla Mangiagalli con la bambina in braccio. Quando è stata bloccata, nella borsa le hanno trovato oggetti che dimostravano inequivocabilmente la sua intenzione preventiva: un biberon, calzini, scarpette e anche un braccialetto di riconoscimento in uso negli ospedali. 

Secondo le indagini, la 33enne aveva perso un bambino e aveva timore di essere lasciata dal marito. Così aveva architettato il piano per fingere di avere comunque partorito, per evitare presunte conseguenze familiari. Una motivazione psicologica che però, per il pubblico ministero, non poteva modificare la situazione giuridico-penale della donna. Che, nel frattempo, ha risarcito i genitori della neonata. La difesa è stata impostata sulla presunta incapacità momentanea di intendere e di volere e sulla conseguente richiesta di assoluzione.

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