Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Badanti, soldi alle famiglie e registri in tutta la regione

Le nuove norme regionali: paletti stringenti per i registri, contributi alle famiglie (spendibili solo con gli assistenti iscritti nei registri), ma il mestiere resta comunque libero

Nuove regole sulle cosiddette "badanti"

Nuove regole per l'assistenza familiare (le cosiddette "badanti") in Lombardia. La regione si appresta al riordino di un mestiere sempre più diffuso: si calcola che esistano circa 130 mila "badanti" in Lombardia. La domanda di assistenti familiari cresce, anche per l'invecchiamento progressivo della popolazione. E cresce anche l'offerta di manodopera proveniente in massima parte da Paesi extracomunitari (Europa dell'Est e Sudamerica, in particolare), relativamente poco qualificata ma che garantisce continuità perché si tratta di persone (soprattutto donne) che in Italia non dispongono di un alloggio.

Molti gli obiettivi dell'intervento della regione, attraverso un progetto di legge appena discusso in commissione sanità (primo firmatario, Carlo Borghetti del Partito democratico). Superare il lavoro "in nero", che diventa sempre più preponderante nell'attività di assistenza familiare. Garantire sempre più una formazione professionale adeguata. Favorire l'incontro tra domanda e offerta (spesso basato, oggi, sul passaparola). E infine sostenere economicamente le famiglie costrette a ricorrere all'assistenza familiare.

In concreto, nei comuni lombardi verranno istituiti sportelli dedicati all'assistenza familiare e anche registri delle persone che offrono assistenza familiare. Ma per entrare in questi registri, la legge regionale fisserà paletti molto precisi e stringenti. Prima di tutto, non si deve essere stati condannati o avere procedimenti penali pendenti. E poi occorre avere almeno uno fra tre requisiti: titolo di studio o formazione riconosciuto, attestato di competenza rilasciato dopo un corso apposito, esperienza certificata di almeno un anno in un Paese dell'Unione europea con regolare contratto.

Ma non solo: occorre anche dimostrare di conoscere le basi dell'economia domestica e, se stranieri, una conoscenza a livello A2 (elementare) di lingua italiana.

Paletti che - lo ricordiamo - servono solo a iscriversi a eventuali registri, mentre resta comunque libera la possibilità di svolgere il mestiere di assistenza familiare anche senza esservi iscritti.

Infine, come detto, il contributo economico per le famiglie che hanno bisogno di un'assistenza familiare. Criteri e modalità saranno definiti successivamente dalla giunta, mentre la legge regionale in discussione pone un solo requisito: che il contributo sia speso "nell'ambito della rete degli assistenti familiari iscritti al registro". E' previsto uno stanziamento complessivo (per tutti i punti della legge) di 700 mila euro per il 2015.

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