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Prostitute in strada

Prostitute in strada

Riaprire le case di tolleranza? Qualche "sì" anche da sinistra

Cappato e Gibillini plaudono all'idea di regolamentare la prostituzione per aumentare i controlli sanitari e difendere chi è vittima delle "tratte"

E' più che mai trasversale il tema sulle case di tolleranza sollevato da una iniziativa di parte del centrodestra in regione (Lega, Fi, Fdi e Lista Maroni) che promuoverà un referendum abrogativo di parte della Legge Merlin. All'iniziativa non ha infatti aderito il Nuovo centrodestra, con parole molto critiche sul referendum da parte del senatore Roberto Formigoni e del presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo.

Sul fronte opposto, parole critiche da parte di Patto Civico e Partito democratico; ma due consiglieri comunali di centrosinistra hanno invece espresso il loro favore per una "battaglia da condividere e da vivere come battaglia di civiltà e non di semplice ordine pubblico". Si tratta di Luca Gibillini (Sinistra ecologia e libertà) e Marco Cappato (Radicali).

"Regolamentare la prostituzione con una legislazione complessiva - scrivono Gibillini e Cappato in una nota - significa dare strumenti allo stato per tutelare e difendere moltissime donne e uomini, oggi spesso vittime di tratta, di violenza e di rischi quotidiani legati all'illegalità. Significherebbe anche dare un importante colpo alla criminalità, anche organizzata, che sul corpo di donne e uomini si arricchisce e prospera. Significherebbe permettere a migliaia di donne e uomini di emergere dall'ombra, di riconoscersi come parte della società. Significherebbe offrire opportunità di controllo sanitario e di tutela verso centinaia di migliaia di persone ogni anno. Significherebbe anche, ma solo per ultimo, un'importante opportunità di emersione del nero, di fiscalità, di legalità".

Qualche distinguo infine da Roberto Caputo, consigliere provinciale del Pd, socialista come Lina Merlin, "madrina" della legge in vigore. "Inefficace un referendum", afferma, "e assurdo riproporre il modello delle case chiuse. Molto meglio la creazione di cooperative autogestite dalle stesse prostitute", afferma il consigliere provinciale.

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