Residenza universitaria chiusa e studenti 'lasciati in strada': il rientro amaro in Bicocca

La denuncia del rappresentante degli studenti della residenza universitaria U62: "Ci siamo ritrovati in strada e abbiamo ancora tutti i nostri effetti personali all'interno della Residenza"

Bicocca

Studentato chiuso. Tutto potevano immaginare gli studenti di UniBicocca che vivono nella residenza universitaria U62, tranne che al ritorno dalle vacanze avrebbero trovato così la loro 'casa' milanese. E invece è stato proprio così. Senza preavviso alcuno e di fatto 'sequestrando' nelle stanze sigillate tutti gli effetti personali dei suoi (ex?) abitanti che si sono sentiti abbandonati in un colpo solo dall'Ateneo e dalla società Sodexo, che gestisce la struttura situata in via Carlo Martinelli 44, a Cinisello Balsamo (Milano).

A denunciare a MilanoToday l'amara sorpresa che molti dei circa 40 giovani hanno scoperto solo a cose fatte è Davide Bertini, rappresentate dellarU62. "Ieri mattina (primo settembre, ndr) alcuni studenti si sono presentati davanti alla residenza per riprendere legittimamente posto nel loro alloggio, essendone ancora regolarmente beneficiari, e si sono ritrovati in strada già che questa era chiusa". 

Le regole del rapporto studente residenza universitaria

Un fatto grave considerando che per quanto previsto dal regolamento delle Residenze di UniMib il rapporto fra assegnatario del posto letto e il gestore, dove non diversamente specificato, si rifà alle disposizioni di legge fra albergatore e cliente, come specificato dallo stesso studente: "Tale disposizione di legge, che si poggia sull'articolo 1659 del Codice civile, vieta da parte dell'albergatore, una volta avvenuta la prenotazione, la cancellazione della stessa o il cambiamento delle condizioni quali camera prenotata, servizi inclusi, etc; a meno che non venga in essere una causa di forza maggiore".

Così i ragazzi si sono dati subito da fare, anche perché il periodo è già abbastanza complicato di per sé per la ripresa degli studi. "Dopo aver contattato l'Ufficio di competenza di Sodexo, gestore della residenza per conto di UniMib, hanno ricevuto la risposta che la residenza sarebbe rimasta chiusa - con tutti gli effetti personali degli studenti ancora dentro - e che gli studenti sarebbero stati ricollocati in altre residenze - U12 (quartiere Bicocca) o U92 (Zona Risorgimento)", spiega. 

La notizia choc ha colto alla sprovvista tutti. L'assegnazione del posto letto ha, infatti, validità di 1 anno - da ottobre a ottobre - sia per coloro che sono beneficiari della borsa di studio sia per coloro che vi stanno in regime di foresteria. E da termini regolamentari la residenza rimane chiusa dal 31 luglio fino al primo settembre. "Anche per questo altri studenti - prosegue Bertini - hanno dovuto disdire prenotazioni di treni e aerei con conseguenti danni economici; alcuni, già in viaggio, hanno subito la stessa impietosa sorte. Un fatto grave e inammissibile sia per i diritti dello studente e della persona".

Nessuno sa niente e si scaricano la responsabilità

Una decisione, quella della chiusura senza preavviso della residenza innuagurata a fine 2016 nella sede dell'ex Civica Scuola di musica, che pare sorprendere tutti. Non solo i suoi abitanti di ritorno. "Io - ribadisce Davide -, insieme a un altro ragazzo, in qualità di rappresentanti, ci siamo attivati per capirne di più, contattando l'ufficio responsabile delle residenze di Sodexo, la direttrice delle residenze Sodexo, Lucia Vintrici Agostinoni, l'ufficio del rettorato di UniMib, l'ufficio Servizi utenza di UniMib, incaricato della gestione fisica delle residenze, l'ufficio Dsu di UniMib e il delegato per il Diritto allo studio da parte di UniMib, il professor Alessandro Santoro. E pare che nessuno ne sappia niente e che le due istituzioni coinvolte si scarichino addosso la responsabilità l'un l'altra. Eppure la residenza continua a rimanere misteriosamente chiusa".

"Abbiamo ancora tutti i nostri effetti personali all'interno della residenza. Inoltre, sono state separati forzatamente i legami che si erano creati nella 'casa' senza nemmeno offrire la possibilità di scegliere in quale altra residenza poter alloggiare per mantenere almeno quelli. Personalmente - confessa il rappresentante - sono stato diviso senza preavviso, né consenso, dalla mia ragazza, essendo stato assegnati a una residenza diversa. Dove adesso, visto il regolamento anti-covid vigente, la visita da parte di esterni della stessa è vietata. Ci siamo ritrovati da un momento all'altro a essere sbattuti fuori senza preavviso né consenso da una parte all'altra di Milano, come se fossimo delle merci". Circa 40 'pacchi' di U62 che adesso, però, attendono una risposta urgente da chi di dovere. 

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