Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Navigli, in regione si muove anche la Lega. Costo? 400 milioni

Il capitolo è nel programma del sindaco di Milano Beppe Sala, che ha promesso un referendum entro il 2017

Rendering di Urbanfile sulla riapertura dei Navigli a Milano

Rilanciata la proposta di riapertura dei Navigli di Milano. Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), vice presidente del consiglio regionale, ha depositato una mozione al Pirellone in cui si chiede al presidente della Lombardia Roberto Maroni di avviare un accordo di programma con il comune di Milano per arrivare «alla totale riapertura dei Navigli lombardi, individuandola come opera strategica dei futuri assetti urbanistici della città e dell'intera regione».

Il progetto presentato in regione, secondo Cecchetti, «ha una valenza che supera i confini di Milano. Parliamo del più grande sistema di vie d'acqua d'Europa in un territorio di rara bellezza: sarà possibile navigare dal lago di Como fino al lago Maggiore oppure da Locarno a Venezia passando per il centro di Milano. Un'occasione per attrare turisti, creare posti di lavoro e riorganizzare il nostro territorio anche dal punto di vista del traffico». Insieme a Cecchetti anche Roberto Biscardini, esponente socialista, già consigliere comunale a Milano e parlamentare e presidente dell'associazione "Riaprire i Navigli". 

Cecchetti aveva già firmato un ordine del giorno (collegato al Patto per la Lombardia siglato da Maroni e dall'ex premier Matteo Renzi) per la riapertura dei Navigli in Lombardia.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ne aveva fatto un punto qualificante del suo programma elettorale e ne aveva parlato soprattutto fra il primo turno e il ballotaggio, insieme all'annuncio dell'apparentamento con i Radicali di Marco Cappato, che da sempre promuovono la riapertura dei Navigli, che era stata oggetto anche di un referendum cittadino consultivo (non vincolante) nel 2011. 

Sala, a giugno 2016, aveva presentato un progetto concreto che ricalca uno studio di fattibilità del Politecnico e che prevede quattro tratte distinte, non necessariamente da realizzare nello stesso momento. Le quattro tratte, insieme, farebbero connettere il centro con la periferia attraverso la Martesana, "scoprendola" in via Melchiorre Gioia, e costerebbero circa 400 milioni. Il futuro sindaco aveva spiegato che i soldi si potevano in parte reperire con i fondi europei destinati alla sostenibilità urbana. 

Poi, a settembre 2016, il sindaco aveva rilanciato l'argomento promettendo un referendum (questa volta vincolante: nel frattempo la legge lo permette ai comuni) entro il 2017. Di referendum Sala ha riparlato il 20 febbraio.

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