Cronaca

Le minacce di Riina a don Ciotti "non potevano uscire all'esterno": indagine archiviata

La decisione del gip in merito alle frasi del boss a Opera nel 2013

Totò Riina

«Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo». Più chiaro di così non poteva essere Totò Riina, boss di mafia di cui proprio in questo periodo si fa un gran parlare per via della sentenza della Cassazione secondo cui per il "padrino" si potrebbe eventualmente prevedere una morte (attesa non per molto) eventualmente anche fuori dal regime di carcere duro (41 bis).

Quella minaccia pesantissima è stata pronunciata da Riina all'interno del carcere di Opera, il 14 settembre 2013, mentre quegli parlava con il suo "compagno di ora d'aria", Alberto Lorusso. E naturalmente Riina è finito sotto inchiesta per minacce. Anche perché, nella conversazione, il boss paragonava don Luigi Ciotti, in prima fila nell'antimafia e fondatore di "Libera", con don Pino Puglisi, sacerdote che la mafia uccise nel 1993.

Ebbene, ora l'indagine su Riina è stata archiviata dal gip di Milano Anna Magelli: la decisione farà certamente discutere. Il gip non nega il carattere intimidatorio della frase, ma si sofferma sul fatto che quelle parole non sarebbero potute uscire dalle mura del carcere di Opera, giacché entrambi gli interlocutori erano reclusi.

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