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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Il 18enne che ha spaccato la testa a un ragazzo con un calcio per uno sguardo

La folle aggressione all'alba del 9 ottobre. L'aggressore identificato e fermato dalla polizia

Avrebbe rischiato di uccidere un ragazzo poco più grande di lui per uno sguardo, niente di più. Lo avrebbe colpito al volto con una violenza inaudita e lo avrebbe lasciato a terra quasi privo di sensi. Poi sarebbe andato via senza neanche rendersi conto di quello che aveva fatto, come ha confessato martedì mattina ai poliziotti che sono andati a bussare a casa sua. 

Un ragazzo di 18 anni, un italiano residente a Cinisello Balsamo che tra pochi giorni ne compirà 19, è stato fermato nelle scorse ore dalla squadra mobile di Milano con l'accusa di lesioni personali aggravate perché accusato di aver ferito in maniera gravissima un 20enne fuori dalla discoteca Sio di via Temolo. La follia si era consumata all'alba dello scorso 9 ottobre, quando la vittima era finita al pronto soccorso del Niguarda con una prognosi di 60 giorni per trauma cranico, frattura dell'osso temporale ed emorraggia cerebrale dopo essere stata trovata a terra, svenuta, a due passi dal locale. 

Gli investigatori della mobile, guidati da Marco Calì, avevano subito iniziato le indagini per risalire all'aggressore, acquisendo immediatamente le immagini delle telecamere di video sorveglianza del locale. La prima svolta è arrivata quando alcuni testimoni hanno segnalato che il giovane che aveva sferrato il calcio alla testa del 20enne indossava una maglietta bianca griffata Armani e un giubbotto grigio. Scandagliando i frame, i poliziotti sono arrivati a una prima identificazione del 18enne, poi confermata anche attraverso gli incroci con i profili social suoi e dei suoi amici. 

Ricostruendo a ritroso l'accaduto, gli agenti hanno così accertato che quella sera il ragazzo era stato allontanato quattro volte dalla discoteca proprio per i suoi atteggiamenti aggressivi e che lui stesso era sempre riuscito a rientrare scavalcando una ringhiera e passando dal retro. La violenza era esplosa al momento di andare via dal locale: due giovani dei gruppi dell'aggressore e della vittima avevano iniziato a insultarsi per uno sguardo di troppo e in quell'istante il 18enne aveva colpito con un calcio da karate al volto il 20enne, che praticamente non c'entrava nulla. Dopo la botta, la vittima era caduta a terra e il tonfo era stato sentito distintamente da alcuni dei presenti, che avevano poi allertato i soccorsi.

Al termine delle indagini, i pm Laura Pedio e Simona Ferraiuolo hanno chiesto una misura cautelare accordata dal Gip Carlo De Marchi: per il presunto aggressore sono stati disposti l'obbligo di dimora con divieto di uscire di casa dalle 19 alle 7 del mattino, più l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per lui il questore di Milano fimerà anche un "Daspo Willy" della durata di due anni, una misura di prevenzione che vieterà al ragazzo di entrare in tutti i bar e locali di Milano in cui vengono venduti alcolici. Proprio dopo la rissa del 9 ottobre, la polizia ha chiuso il Sio cafè revocando la licenza al titolare, che era già stata sospesa altre due volte negli anni scorsi. Il giovane picchiato, invece, ha ancora degli evidenti problemi di salute e rischia di portare per sempre sul corpo i segni di quella violenza senza senso. 
 

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