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Giovedì, 26 Maggio 2022
Il caso / Segnano / Viale Sarca, 230

La rissa tra ragazzini per il campo da basket e i video caricati sui social

Succede a Milano, in zona Bicocca, dove la polizia ha dovuto aprire un'indagine per ricostruire l'accaduto

Una sfida parecchio accesa per il campo da basket. Non la classica partita all'ultimo punto ma una vera e propria lite: che diventa rissa, e addirittura rapina. E tutto sotto l'occhio onnipresente delle telecamere dei cellulari. Tanto che video e fotografie dei momenti clou arricchiscono puntualmente i social network degli stessi protagonisti, come il più mediatico dei trofei. 

Succede a Milano, dove due fazioni di ragazzini incensurati si sono affrontati per aggiudicarsi il diritto di usufruire del campetto e della pista di skate board al parco della Torre, davanti al Bicocca Village, nella zona Nord di Milano. A rivelare l'intera vicenda sono i poliziotti che hanno aperto un'indagine per ricostruire la contesa: un lavoro partito da fine ottobre 2021 e concluso mercoledì 9 febbraio mattina. Quando gli agenti del Commissariato Greco Turro, coordinati dal procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Milano Ciro Cascone, hanno perquisito 7 ragazzini, di cui uno solo maggiorenne, coinvolti nelle risse. Tutti e 7 sono indagati e accusati di percosse, lesioni e rapina ai danni di coetanei.

Ecco il Parco della Torre a Bicocca

La zuffa per il campo di pallacanestro e la pista di skate dentro al parco inaugurato a settembre 2018 dal sindaco Beppe Sala in persona ha letteralmente diviso in due fazioni i giovani appassionati che bazzicavano l'area playground tra viale Sarca e via Chiese. Un'escalation di dispetti finiti con le aggressioni, le rapine e i video postati in rete. Da una parte i ragazzini asiatici, per lo più filippini, noti in tutta Milano per la loro "fede" nei confronti dello street basket. Dall'altro lato, un gruppo di giovani italiani per lo più di origine marocchina. 

Proprio in questo senso, la questura ci tiene a sottolineare come l'indagine abbia sì l'obiettivo di reprimere le condotte illecite dei ragazzi ma anche e soprattutto, quello di "evitare una pericolosa escalation nella speranza di non dover ricorrere a misure più afflittive della libertà dei giovani adolescenti, quasi tutti privi di pregiudizi penali". Prevenire insomma per evitare che la prossima sfida finisca con conseguenze ben più gravi per i giovanissimi protagonisti. 

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