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Rivolta nel carcere minorile di Milano

Molti detenuti si sono barricati nel cortile del Beccaria: sul posto la polizia

Detenuti barricati nel cortile del carcere, dopo aver devastato quel poco che potevano in alcune celle. Poliziotti inviati dalla questura in supporto di quelli della penitenziari, che circondano il perimetro della prigione. Nel pomeriggio di mercoledì, a partire dalle 15.30, c'è stata una breve rivolta da parte di alcune decine di detenuti all'interno del carcere minorile Beccaria di Milano. Non è del tutto chiaro quale sia stata la miccia che ha scatenato le proteste, che i sindacati della polizia penitenziaria descrivono come violente. Dalle prime indicazioni sembrava fossero iniziate come reazione alle sanzioni contro uno dei reclusi, in seguito è emerso che tutto sarebbe partito per un controllo antidroga con i cani e il sequestro di sostanze stupefacenti.

Gli ospiti della struttura, dove di recente sarebbero stati documentati una serie di abusi contro i reclusi minorenni proprio da parte di agenti della polizia penitenziaria, sono in fermento da un po' di tempo. Martedì, uno di loro avrebbe tentato di strangolare un agente, finito in ospedale e dimesso con 10 giorni di prognosi. Forse proprio in difesa di questo detenuto sono scattati i primi tafferugli di mercoledì. A quanto pare, dopo aver sfasciato l'interno di alcune celle diversi ragazzi si sarebbero fermati nel cortile dell'istituto, situato in Via dei Calchi Taeggi. La loro azione non ha però provocato feriti e non è stato incendiato nulla, anche se sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco. 

Le squadre della Polizia di Stato - con poliziotti in tenuta antisommossa - inviate dalla questura hanno lasciato il Beccaria dopo aver supportato gli agenti della penitenza, guidati dal comandante Daniele Alborghetti. Anche la procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha confermato che la rivolta è rientrata nel giro di poco tempo, circa un'ora, senza alcun tentativo di fuga. L'ultima evasione dal Beccaria risale infatti a pochi giorni fa: nel tardo pomeriggio di sabato 18 maggio, un ragazzo originario del Marocco era stato notato all'esterno dell'istituto da una pattuglia di polizia penitenziaria. E quindi catturato e riportato all'interno.

Il Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, parla di "violenta rivolta in atto da parte di alcuni detenuti". Sarebbero stati coinvolti una settantina i ragazzini. Alfonso Greco, il segretario della sigla sindacale, parla di una situazione "molto grave. Ci arrivano dal Beccaria segnali allarmanti di una crescente tensione. La situazione è molto critica e mi sembra evidente che c'è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell'amministrazione della giustizia minorile, che assicurino l'ordine e la sicurezza in carcere tutelando gli agenti di polizia penitenziaria che vi prestano servizio".

Di azione "irresponsabile e gravissima" parla il segretario generale del Sappe, Donato Capece. "Sono quotidiane le nostre denunce con le quali evidenziamo che la situazione al Beccaria è sempre ad alta tensione e la polizia penitenziaria continua a 'tenere botta', nonostante le quotidiane aggressioni", sostiene.  I problemi del carcere "sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento. È sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al corpo di polizia penitenziaria", conclude. Ora, a quanto emerso, alcuni dei giovani detenuti che hanno dato il via alla protesta saranno trasferiti altrove.

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