Aiutava la banda della Comasina in cambio di soldi, coca e viaggi: chi è il poliziotto arrestato

Oltre al poliziotto, ci sono altri tre componenti delle forze dell'ordine indagati, due ispettori e un agente

Repertorio

Offriva i propri servigi - fatti di informazioni riservate - in cambio di soldi, weekend al lago, regali, prestiti agevolati e cocaina a prezzi calmierati. Per 15 anni aveva prestato servizio nel territorio del commissariato Comasina, sulla volante. Per questo conosceva bene il territorio, e chi in quei quartieri spadroneggiava. Tanto da essere intimo amico dei capi della banda che gestiva lo spaccio di droga nella piazza di Comasina e in quella di Bruzzano. E' stato arrestato in una maxi operazione della polizia Roberto Dagnano, un 44enne sovrintendente della polizia. In manette con lui sono finite altre 22 persone: capi, cavallini, magazzinieri e due imprenditori collusi con l'organizzazione.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale ordinario di Milano, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, è stata portata a termine mercoledì mattina. I due gruppi criminali, stando alle indagini dal 2013 ed almeno fino al marzo 2017 hanno gestito le “piazze di spaccio”.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di via Fatebenefratelli - coordinate dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dai sostituti Giovanna Cavalleri e Cecilia Vassena - hanno preso avvio dalle segnalazioni di alcuni colleghi del poliziotto arrestato del Commissariato Comasina, che avevano colto la “vicinanza” dell'uomo con alcuni pregiudicati della zona.

Video: i pregiudicati 'intercettati' durante alcune delle loro riunioni

Oltre al poliziotto arrestato, ci sono altri tre componenti delle forze dell'ordine indagati, due ispettori e un agente. Tutti e quattro erano stati trasferiti nel corso delle investigazioni. "Per tutto il corso delle indagini gli agenti del Commissariato - ha dichiarato Alessandra Dolci - hanno mantenuto la schiena dritta". Nonostante la pressione subita: nel 2014 è esplosa una bomba carta nel cortile del Commissariato, era stata data alle fiamme l'auto di uno dei poliziotti 'buoni', e altri agenti erano stati aggrediti da alcuni pregiudicati durante un controllo.

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Dagnano per anni era stata la talpa delle bande. Dava informazioni privilegiate, segnalava i turni di servizio, dava i marchi delle auto di vedetta ed era arrivato perfino a partecipare ad una spedizione punitiva contro un 'nemico' dell'organizzazione, durante un periodo di ferie.

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