Rom in riva al Lambro, bocciata la mozione per lo sgombero

Forza Italia: "La sinistra si dimostra lassista". Sel: "No, gli sgomberi da soli spostano il problema di pochi metri"

Rom in riva al Lambro (foto Sardone)

Polemica sulla presenza dei rom vicino al Lambro: sgomberati a dicembre vicino a Cascina Gobba, anche per il pericolo insito in eventuali esondazioni del fiume, sono tornati a occupare le sponde. L'insediamento si era generato nell'autunno del 2013, fino allo sgombero del 27 dicembre durante giorni di forte maltempo. In quella occasione le baracche erano state distrutte ed era stato messo in sicurezza un tratto del fiume.

Poi, dopo l'estate del 2014, i rom sono tornati in riva al Lambro. E Forza Italia ha presentato una mozione in zona 2 per chiedere lo sgombero. La mozione, però, è stata bocciata dal consiglio di zona. "Surreali le motiviazioni del no, secondo la sinistra la politica degli sgomberi è costosa e improduttiva", tuona Silvia Sardon: "Le tende sono aumentate e di fronte al civico 366 di via Padova c'è anche un parcheggio pieno di camper. Le tendopoli sulle rive del fiume hanno condizioni igieniche pessime e alcune persone si lavano nel fiume a poca distanza da scarichi fognari". Per Forza Italia, "la maggioranza ha ribadito la propria visione buonista e lassista".

Non è d'accordo Sel: "Il problema - argomenta il capogruppo Federico Riccardo Chendi - è che, se viene sgomberata un'area, spesso gli occupanti si spostano di poche centinaia di metri in un'altra area dismessa. La politica di sgomberi da sola non risolve il problema e rende ancora più precarie le già disumane condizioni di questi senzatetto, con molti minori che vivono ai margini delle nostre città. Servirebbe un campo di transito per attutire il problema e rendere migliori le condizioni di vita sia dei cittadini residenti sia di questi abitanti invisibili delle nostre periferie".

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