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Ragazzino in carcere picchia agente per una "sigaretta negata"

Nella mattinata di martedì un minore di origini rom, nel carcere minorile Beccaria, ha picchiato ripetutamente in viso un agente di polizia penitenziaria

Nella mattinata di martedì un minore di origini rom, nel carcere minorile Beccaria, ha picchiato ripetutamente in viso un agente di polizia penitenziaria.

A darne notizia è Donato Capece, segretario del Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Secondo il Sappe, il ragazzino avrebbe chiesto ripetutamente sigarette all’agente di sezione ed avrebbe perfino cercato di mettergli le mani in tasca per prendergli il pacchetto.

L’agente, con i dovuti modi, vista la patologia psichiatrica del soggetto, non gli ha dato le sigarette e alcuni istanti dopo, mentre stava richiamando altri minori dall’ora d’aria, è stato preso a pugni in faccia.

Immediatamente è intervenuto l’altro agente di sezione che ha fermato il minore e dato ausilio al collega, il quale è stato accompagnato al pronto soccorso del nosocomio cittadino, ove gli hanno dato una prognosi di 10 giorni.

"Gli organi competenti dovrebbero decisamente riflettere in merito a quanto accaduto - dice Capece - e sarebbe opportuno pensare seriamente di trovare un’alternativa per questi detenuti che destabilizzano gli Istituti minorili minacciandone la vera natura trattamentale-educativa. La carenza già più volte segnalata di personale di Polizia Penitenziaria, complica notevolmente le cose e cio’ che abbiamo notato negli ultimi periodi è che l’amministrazione, anziché incrementare le unità non ha fatto altro che diminuirle".

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