Sparatoria in tribunale, la vedova di Erba: "Dimenticata da tutti, voglio giustizia"

Il marito venne trucidato in aula, a colpi di pistola, dall’imputato Giardiello, oggi condannato all’ergastolo per omicidio plurimo.

Rosanna Mollicone ha deciso di citare in giudizio il Comune di Milano, il Ministero della Giustizia e la società All System S.p.A. per sentirli condannare, quali persone civilmente responsabili, per la sparatoria avvenuta nel Tribunale di Milano lo scorso 9 aprile 2015, dove perse la vita, tra gli altri, il marito Giorgio Erba.

Quest’ultimo, quella tragica mattina, si recò in Tribunale per partecipare al processo contro Claudio Giardiello. Non tornò mai più a casa. Venne trucidato in aula, a colpi di pistola, dall’imputato Giardiello, oggi condannato all’ergastolo per omicidio plurimo. Lo scrive in una nota la difesa.

"A distanza di ormai cinque anni, a seguito di incredibili “rimpalli” da parte dei diversi enti e soggetti responsabili, la vedova non solo non ha ancora ottenuto alcun ristoro economico, ma nemmeno la vicinanza delle istituzioni, che anzi fino a oggi hanno cercato di allontanare da sé le proprie evidenti responsabilità. È incredibile come qualcuno abbia potuto introdurre un’arma da fuoco nel Palazzo di Giustizia di Milano, presidiato dalla società All System S.p.A. quale appaltatrice del Comune, senza che nessuno si accorgesse di nulla", continua lo scritto.

La difesa della signora Mollicone, costituita dagli avvocati Stefano Vaccari e Danila Dusci del Foro di Milano, ritiene che all’esito del processo civile verranno definitivamente dimostrate le gravi responsabilità, oltre che della società appaltatrice, anche delle Amministrazioni coinvolte, le quali hanno omesso di esercitare i doverosi poteri di vigilanza e controllo sul rispetto delle regole poste a presidio della sicurezza di tutti gli utenti del Tribunale di Milano. «La nostra Assistita – affermano gli avvocati Vaccari e Dusci – non vuole che a rispondere delle inefficienze organizzative sia esclusivamente il dipendente della società All System S.p.A. che quella mattina si trovava davanti al monitor del metal detector. Riusciremo infatti a dimostrare come la tragedia del 9 aprile 2015 sia stata causata da un vero e proprio “caos organizzativo”. Chiediamo giustizia non solo per la signora Mollicone, ma perché certi fatti non si verifichino più nel nostro Paese».

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La decisione spetterà al Tribunale di Milano e la prima udienza di trattazione si svolgerà il prossimo 28 aprile 2020.

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