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Cronaca

Ruby, Berlusconi e il legittimo impedimento: "Complicazioni al cuore"

"Legittimo impedimento" anche per i difensori dell'ex premier, che devono partecipare a una riunione Pdl

Prosegue la lotta a "distanza" tra i pm e i difensori dell'ex premier Silvio Berlusconi (imputato per prostituzione minorile al processo Ruby) per il "legittimo impedimento" a presenziare in tribunale a Milano.

Berlusconi, da qualche giorno, soffre di una congiuntivite che ne ha reso necessario il ricovero al San Raffaele. 

Il pm Antonio Sangermano ha chiesto che la nuova certificazione medica presentata "venga prudentemente valutata perché presenta problemi che devono essere analizzati" per sbrogliare la questione dello stato di salute di Berlusconi. In subordine il pm ha chiesto che tale certificazione venga esaminata da un consulente.  E infatti nella giornata di lunedì 11 marzo Berlusconi riceverà una visita fiscale: la seconda in pochi giorni.

Davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano, all'inizio dell'udienza ha preso la parola l'avvocato Piero Longo per illustrare le tre nuove certificazioni mediche depositate per chiedere il legittimo impedimento. Tra queste c'é un certificato, come ha chiarito Longo, firmato da uno specialista in cardiologia che evidenzia complicazioni.

Il legale "per ragioni di privacy" non ha letto il contenuto della certificazione e ha spiegato che gli altri due certificati sono firmati invece uno dal primario di Oculistica del San Raffaele, Francesco Bandello, e l'altro dal medico curante di Berlusconi, Alberto Zangrillo. Tutte e tre le certificazioni, secondo la difesa, testimoniano la "persistente inabilità" dell'ex premier a presenziare all'udienza.

Il legittimo impedimento per motivi di salute era stato accolto venerdì scorso nel processo sul caso Ruby, mentre invece sabato nel caso Mediaset, dopo la visita fiscale, non era stato riconosciuto come assoluto e il processo era andato avanti.

I difensori di Berlusconi, inoltre, hanno presentato un loro legittimo impedimento "di carattere politico" perché hanno spiegato che devono partecipare alle ore 11 di lunedì 11 marzo alla riunione con Angelino Alfano dei nuovi parlamentari del Pdl. L'oggetto della riunione, hanno chiarito i difensori, è "l'esame del voto, l'esame della situazione politica, la questione delle commissioni parlamentari e varie ed eventuali".

L'avvocato Ghedini ha letto in aula l'sms da lui ricevuto domenica sera da parte di Alfano per convocare la riunione. Secondo il pm Antonio Sangermano l'impedimento dei difensori "non è ostativo perché la riunione è stata fissata dopo la calendarizzazione dell'udienza". La procura dunque si è opposta sia all'impedimento per i difensori che a quello dell'ex premier.

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