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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Ruby: "Mora e Fede 'saggiavano' le ragazze"

Il pm Sangermano: "Poi le proteggevano quasi militarmente"

Emilio Fede e Lele Mora, come "due sodali", "saggiavano la gradevolezza delle ragazze, facevano l'esamino per vedere se avevano anche una capacità socio-relazionale e poi le immettevano nel circuito delle serate ad Arcore, un circuito a cui non è sfuggita nemmeno Ruby". Lo ha spiegato il pm di Milano, Antonio Sangermano nella requisitoria del Ruby 2, chiarendo che Fede e Mora, assieme a Nicole Minetti "hanno concorso all'intrusione di Ruby nel circuito".

Emilio Fede fu colui che "portò ad Arcore" Ruby e "da quel momento in poi, Mora ebbe il compito di prendersene cura". Dopo che la giovane marocchina venne portata ad Arcore per la prima volta il 14 febbraio 2010, ci fu "un abbraccio mortale di Mora nei confronti della minore, Mora per proteggere e tutelare la ragazza per conto di Berlusconi mise in piedi un apparato militare per 'salvare il soldato Ryan' e fece da sentinella", ha continuato Sangermano.

Tutto, come si sa, nasce dal famoso concorso di bellezza in Sicilia, nel 2009. Secondo Sangermano, Emilio Fede "non si è limitato alla solidarietà morale, ma ha rilevato la sua gradevolezza estetica e l'ha ritenuta idonea e perfetta per Arcore".

Quanto alle ragazze che frequentavano le serate ad Arcore, il pm le ha definite "assatanate di soldi", leggendo alcuni dialoghi intercettati. "Volevano ottenere vantaggi economici e di carriera ed erano disponibili a fare sesso a pagamento". E la stessa Karima - Ruby sapeva "che aveva fatto qualcosa per cui poteva chiedere denaro e aspettarsi una ricompensa": pur "non essendoci una traccia contabile del versamento" da Berlusconi a Ruby. la procura ritiene che ci sia stata "una trattativa", anche perché la ragazza aveva "una valenza persuasiva".

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