Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Ruby in Tribunale: "30mila euro? Per il centro estetico"

La ragazza continua a smentire ciò che lei stessa raccontò ai pm nel 2010

Ruby in Tribunale a Milano

Karima El Marhoug, in arte "Ruby", la principale protagonista delle serate ad Arcore organizzate da Silvio Berlusconi, è stata sentita nuovamente venerdì 24 maggio al processo che vede imputati Lele Mora (ex agente dei vip), Nicole Minetti (ex consigliera regionale del Pdl) e Emilio Fede (ex direttore del Tg4) per sfruttamento della prostituzione: i tre sono accusati di avere procurato a Berlusconi ragazze in cambio di denaro. E' la prima volta che Ruby parla al processo: quello del 24 maggio è il proseguimento della deposizione già iniziata qualche giorno prima. Tuttavia Ruby era stata sentita dai magistrati nel 2010 ed è principalmente per rettificare le "cavolate dette ai pm" che la ragazza intende parlare in tribunale.

La giovane marocchina ha negato di avere avuto trattative con Berlusconi per ricevere soldi. I 30mila euro che l'ex premier le ha dato riguardavano - secondo quanto detto in tribunale dalla ragazza - soltanto il progetto del centro estetico. L'appunto con scritto "4,5 milioni da B", per la ragazza, era "una forma di vanto" per mostrarlo alle amiche in visita a casa sua.

E Ruby ha anche decisamente negato di essersi vantata con Caterina Pasquino (l'amica con cui divideva un appartamento) di avere avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi. Parlando poi dei 7mila euro di cui Ruby ha denunciato il furto il primo maggio 2010, ha dichiarato che "venivano dalle buste che ci dava il presidente quando andavamo alle serate". Ha anche smentito il "bagno collettivo" con "ragazze nude" nella piscina di Arcore, da lei stessa raccontato nel 2010 ai pm, derubricandolo a un bagno in costume mentre Berlusconi era seduto su un divano a guardare una partita di calcio.

Interrogata dal pm Sangermano sul motivo per cui i racconti di Ruby del 2010 (che lei oggi definisce "cavolate") avessero trovato riscontro nelle testimonianze di alcune ragazze, ha risposto: "Solo coincidenze".

Al termine della sua testimonianza, i legali di Nicole Minetti hanno chiesto ai giudici di dichiararla nulla lamentando i troppi omissis sui verbali del 2010: "Su quei punti - hanno eccepito i legali - non possiamo fare contro-domande". Ma i pm, rispondendo che gli omissis coprono sostanzialmente i nomi di persone, hanno respinto la richiesta.

La requisitoria del procuratore aggiunto Pietro Forno e del pm Antonio Sangermano è fissata per il 31 maggio. Emilio Fede e Nicole Minetti hanno intenzione di rendere dichiarazioni spontanee.

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