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Flash Mob contro la sala slot

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Sala scommesse di via Vercelli, anche il Tar dà ragione alla Giunta

Pochi giorni fa era stato il Consiglio di stato a dare l'ok

Seconda vittoria in due giorni per il comune di Milano sulla sala scommesse e gioco d’azzardo di corso Vercelli-via Cimarosa 4. Dopo la decisione favorevole del Consiglio di Stato, che mercoledì 18 giugno ha accolto l’appello di Palazzo Marino ridando efficacia all’ordinanza di sospensione dell’attività per almeno sei mesi, venerdì 20 è stata la volta del Tar Lombardia. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti confermato il provvedimento del Comune di annullamento dei titoli edilizi sulla base di alcune irregolarità riscontrate e, quindi, della diffida ad aprire il locale.   

“Ogni vittoria del Comune contro il gioco d’azzardo è una vittoria per tutti i cittadini – ha dichiarato la vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris – perché rafforza la nostra battaglia per la tutela della qualità della vita e della salute delle persone, a partire da quelle più deboli, meno protette e più vulnerabili. Due decisioni favorevoli a Palazzo Marino in due giorni sono la conferma che la strada intrapresa a Milano è quella giusta, e che gli uffici stanno lavorando al meglio per impedire e contrastare la diffusione delle sale gioco in città”. 

Proprio per impedire l’apertura di nuovi locali per il gioco d’azzardo, il comune di Milano ha già avviato la riorganizzazione dei titoli edilizi come le Scia, le Cial e i permessi di costruire: “Abbiamo reso più prescrittivo tutto il sistema – ha spiegato la vicesindaco De Cesaris – in modo da poter intervenire preventivamente: abbiamo introdotto l’obbligo di dichiarare espressamente le tipologie di attività come le sale gioco e scommesse, oltre al rispetto delle distanze dai luoghi sensibili. Resta il problema delle sale gioco aperte prima dell’entrata in vigore della legge regionale, ma contiamo sulla collaborazione di Regione e Prefettura per trovare una soluzione che, comunque, necessita di una norma a livello nazionale”. 
 
L'intera vicenda
Il 7 febbraio, con un’ordinanza sindacale, il comune di Milano stabilisce la sospensione dell’attività della sala di via Cimarosa-corso Vercelli per almeno sei mesi, “considerata la situazione di grave allarme sociale e rischio per la salute”. La struttura, infatti, autorizzata dalla Questura il 13 gennaio, occupa ben tre piani di un condominio privato per una superficie di oltre 500 mq, si trova in una zona residenziale e commerciale densamente popolata, ed è vicina a numerosi “luoghi sensibili”, come la chiesa San Pietro in Sala di piazza Wagner, la scuola elementare Giovanni Pascoli di via Rasori, l’istituto professionale Cova di corso Vercelli. 

Il 13 febbraio il Comune di Milano chiude d’ufficio la sala, considerata la reiterata violazione dell’ordinanza di sospensione dell’attività. 

Il 20 febbraio il Tar Lombardia dispone la riapertura del locale, accogliendo provvisoriamente la domanda cautelare della proprietà per l’annullamento dell’ordinanza comunale. 

Con un’ordinanza del 13 marzo, il Tar Lombardia in Camera di Consiglio accoglie definitivamente la domanda cautelare di sospensione degli effetti del provvedimento sindacale del 7 febbraio, fissando per l’8 ottobre l’udienza per la trattazione nel merito. 

Il 18 giugno il Consiglio di Stato (quinta sezione) accoglie l’appello del comune di Milano e, riformando l’ordinanza del Tar impugnata da Palazzo Marino, respinge l’istanza cautelare della proprietà. 

Il 20 giugno il Tar Lombardia (seconda sezione) conferma il provvedimento del Comune di annullamento dei titoli edilizi e di diffida ad aprire il locale. 

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