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Il Tar dà torto al comune

Il Tar dà torto al comune

Sala scommesse Vercelli, il Tar la riapre. Ecco perché

Secondo il tribunale amministrativo il comune non ha spiegato a sufficienza quali siano state le "turbative" alla sicurezza. E nota: "Lo Stato fa una politica espansiva sul gioco d'azzardo"

Il Tar ha deciso: la sala scommesse di corso Vercelli (via Cimarosa) deve riaprire. La notizia era stata anticipata a fine febbraio, quando si era saputo che lo stesso Tar aveva sospeso l'ordinanza di chiusura del comune. Si tratta di una vicenda complessa, perché non è la "solita" questione della sala giochi che il quartiere non vuole. Oltre a ciò, in questo caso era in atto un contenzioso condominiale, perché il condominio aveva accusato la sala di avere ottenuto il via libera in una riunione pressoché "clandestina", alla presenza di non tutti i condomini.

Il comune aveva dapprima sospeso l'apertura, poi - visto che la sala preferiva rimanere aperta e pagare le multe - aveva ordinato la chiusura. Ma il Tar ha sovvertito la decisione, che era stata firmata dal vicesindaco (e avvocato) Lucia De Cesaris. Ma perché il Tar ha ordinato che si riapra la sala scommesse?

Palazzo Marino, per motivare la chiusura, si era richiamato all'articolo 5 della legge regionale sul gioco d'azzardo patologico (n. 8/2013), ma il Tar ha ricordato che, secondo la Corte Costituzionale, la regione non ha, tra i propri poteri, quello di prevenire i reati e garantire l'ordine pubblico.

Ma secondo il Tar il comune non ha nemmeno dimostrato a sufficienza che la sala scommesse turbasse seriamente la tranquillità del condominio. Nell'ordinanza, infatti, "non si illustrano specifici episodi di turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica".

Ma c'è di più. Nel contesto generalizzato di scelte tendenzialmente "proibizioniste" sul gioco d'azzardo per proteggere "particolari (scrive il Tar) categorie di cittadini dal rischio della dipendenza psicologica dal gioco d'azzardo", occorre "considerare che il legislatore ha in realtà adottato da tempo una politica espansiva nel settore dei giochi d’azzardo allo scopo di incrementare le entrate fiscali".

Nella sospensiva precedente, inoltre, il Tar aveva sottolineato che la sala in questione avrebbe una attività preminente di scommesse rispetto alle slot installate, e che il questore aveva condizionato l'autorizzazione ad azioni atte a prevenire la ludopatia da parte dei gestori.

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