Salvini parla dello scatto con l'ultras del Milan pregiudicato: "Se avessi saputo, niente foto"

"Ogni giorno - ha aggiunto - faccio foto con centinaia di persone, ovviamente non chiedo alle centinaia di persone che mi fermano a feste, incontri, cene o in strada, il certificato penale"

Salvini e Lucci

"Era la prima volta che lo incontravo". Così Matteo Salvini, ministro dell'Interno, sulla foto con Luca Lucci, il capo ultras del Milan con cui si è fatto ritrarre. Salvini  ha spiegato che "certo" non si sarebbe fatto fotografare con lui se avesse saputo dei suoi precedenti penali. "Ogni giorno - ha aggiunto - faccio foto con centinaia di persone, ovviamente non chiedo alle centinaia di persone che mi fermano a feste, incontri, cene o in strada, il certificato penale".

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Nel pomeriggio all'appuntamento si era presentato anche il vicepremier - milanista da sempre - che è stato accolto dal "Barone", uno dei più conosciuti ultrà milanisti. Poco dopo, lo stesso Salvini ha incontrato Luca Lucci, nuova guida del tifo rossonero che pochi mesi fa ha patteggiato una pena di un anno e mezzo di carcere per droga. A giugno lo stesso Lucci era stato infatti arrestato dalla polizia: secondo l'accusa, il capo ultrà riceveva direttamente "Al Clan" - sede della curva Sud a Sesto San Giovanni - la droga da spacciare

Salvini e Lucci si sono intrattenuti insieme al centro del campo e si sono salutati con una stretta di mano, che è stata subito immortalata dai fotografi. 

Foto da Fb Different People - Salvini e il Barone

salvini barone - foto different people style-2

"Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati", ha commentato il leader della Lega. Lui stesso ha poi aggiunto: "Io sono per il tifo corretto, colorato e colorito. Episodi di violenza non mi appartengono e non appartengono a nessuno sportivo. Questi tifosi sono persone perbene, pacifiche, tranquille. Loro portano colore con un coro, un tamburo, una bandiera. La violenza è un'altra cosa".

Quella stretta di mano, però, non è sfuggita ai politici che stanno dall'altra parte. "Andando a fare il tifoso tra gli ultras, Salvini oggi si dimostra ancora una volta non un uomo delle istituzioni ma un uomo di parte", l'attacco di Nico Stumpo, deputato di Liberi e Uguali. "Quello del tifoso è il suo modello. Per di più si definisce indagato tra gli indagati, dimenticando che magari tra loro c'è chi ha commesso violenze contro gli agenti delle forze dell'ordine". 

"È gravissimo - le parole di Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del pd - che il ministro dell'Interno sottovaluti in modo così clamoroso le indagini della magistratura su alcuni ultrà del Milan e arrivi a scherzarci sopra. Le indagini riguardano reati gravi e si parla di rapporti con la 'Ndrangheta. Ciò che Salvini dovrebbe combattere invece di fraternizzare con gli indagati".

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