Salvini contro Ramy, il ragazzino eroe del bus: "Vuole lo ius soli? Quando sarà eletto...". Video

Il vice premier quasi seccato:" È una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare"

La cittadinanza sì, ma solo dopo aver "controllato tutto e tutti". Lo ius soli, di sicuro, no. Piccolo "scontro" tra Matteo Salvini e Ramy, il 13enne che mercoledì scorso si trovava sul bus dirottato, sequestrato e incendiato sulla Paullese a San Donato e che è stato tra i primi a dare l'allarme aiutando i carabinieri a salvare tutti un attimo prima che l'attentatore - Sy, l'autista del pullman - desse fuoco a tutto

Proprio per il suo eroismo e il suo sangue freddo - "pensavo di essere già morto, ho cercato di salvare tutti", aveva raccontato poi -, per il ragazzino si era aperta la possibilità di avere subito la cittadinanza italiana, che ancora non ha nonostante sia nato in Italia. 

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La proposta era arrivata da più parti politiche - Luigi Di Maio in testa - ed era stata accolta abbastanza positivamente anche dal segretario della Lega e vicepremier. Sabato, invece, Salvini - stuzzicato su una frase dello stesso Ramy, che aveva sottolineato come fosse assurdo che lui e alcuni suoi compagni non siano considerati italiani - ha avuto parole meno concilianti. 

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"Vorrebbe avere lo ius soli? Questa è una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare", ha replicato duro il vicepremier. E ancora: "La legge sulla cittadinanza va bene così com’è", non c’è "assolutamente" alcuna possibilità di riaprire la discussione sullo ius soli.

Quindi, sulla cittadinanza a Ramy: "Stiamo facendo tutte le verifiche del caso, perché prima di fare scelte così importanti - ha concluso Salvini - bisogna aver controllato tutto e tutti". 

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