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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca Duomo / Piazza San Babila

Immigrazione, Milano blindata per l'incontro Salvini Orban: maxi protesta in centro città

Forze dell'ordine pronte ad evitare scontri: l'appuntamento dei manifestanti è in San Babila

Il ministro dell'Interno italiano e leader politico della Lega, Matteo Salvini, incontra martedì a Milano il premier ungherese Viktor Orban, celebre per la durissima politica contro i migranti. E la città è scesa in piazza per protestare. C'erano associazioni, sindacati, partiti politici e anche una squadra di calcio di rifugiati riconosciuta dalla Federazione. L'appuntamento era alle 17 di martedì in piazza San Babila ed hanno partecipato alcune migliaia di persone.

Protesta contro l'incontro Salvini Orban (Foto M.M.)

I manifestanti rivendicano il valore dell’accoglienza e, soprattutto, vogliono difendere un’idea di Europa come comunità di popoli e non come fortezza. “La loro Europa non è la nostra” ha detto più volte uno dei promotori della manifestazione, l’assessore alle Politiche sociali del comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, stigmatizzando il rischio di un’Europa dei muri.

Il diritto all’asilo e un ripensamento delle politiche sull’immigrazione dell’attuale governo saranno temi forti della protesta che vorrebbe anche essere un segnale al Movimento 5 Stelle, che pare guardare al summit tra Salvini e Orban con un certo imbarazzo. 

"Due muri a confronto e un'idea d'Europa sovranista e nazionalista che non ci appartiene. Orban deve fare la sua parte, Salvini deve smettere di giocare con la vita dei migranti. Insieme senza Muri e Sentinelli di Milano organizzano un presidio a pochi metri di distanza per ricordare a entrambi il valore della solidarietà e dell'accoglienza", è questa la presentazione dell'evento su Facebook, da parte degli organizzatori.

L'Europa guarda con attenzione

In Europa si guarda a Milano con preoccupazione per l’esito dell’incontro tra Salvini e Orban, che segnerà in ogni caso un punto di svolta nei rapporti tra Roma e Bruxelles. Da Budapest il ministro degli Esteri di Orban, Peter Szijjarto, ha rilevato come sul dossier migranti ci siano punti di convergenza tra Ungheria e Italia.

"L’Ungheria ha già dimostrato che i confini di terra ferma possono essere difesi. L’Australia e l’Italia hanno dimostrato che anche i confini marittimi possono esserlo".

L'incontro cade all’indomani della parziale ridistribuzione dei 150 migranti salvati dalla nave Diciotti che solo Irlanda e Albania, Paese candidato all’ingresso nella Ue, si sono impegnati ad accogliere, mentre la maggior parte verrà preso in carico dalle diocesi italiane tramite la Caritas che riceve contributi dallo Stato italiano per queste sue attività.

La protesta in piazza San Babila

Il primo a lanciare un appello per scendere in piazza era stato Giuseppe Civati, numero uno di "Possibile". "È arrivato il momento di uscire dai social, di manifestarci e di manifestare. Per l’Italia, l’Europa, contro chi smantella i nostri valori. Martedì Salvini incontra Orbán a Milano. A Milano dobbiamo esserci anche noi - le sue parole -. Chiedo a tutte le forze democratiche e repubblicane di manifestarsi. Di rispondere. Di non rassegnarsi".

Anche i ragazzi del St. Ambroeus Fc, la prima squadra milanese composta esclusivamente da migranti c'erano. "Come squadra di calcio abbiamo deciso di non stare fermi a guardare ma di fare un allenamento dimostrativo proprio sotto la prefettura, portando i nostri contenuti e - hanno concluso - ricordando ai due signori che stanno decidendo le sorti della vita di centinaia di migliaia di persone, non di pacchi postali o burattini".

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