Sciopero Coca Cola: "Ci danno i cartellini come i calciatori"

Sciopero venerdì dei dipendenti Coca Cola di Buccinasco. I sindacati: "Ai commerciali danno cartellini gialli, rossi come i calciatori. E l'espulsione è il licenziamento"

Uno stabilimento Coca Cola

Agitazione nello stabilimento Coca Cola di Buccinasco. E' stato indetto, infatti, uno sciopero di 8 ore venerdì 16 settembre per l'area tecnica, commerciale, il deposito e tutte le funzioni del sito nella cittadina dell'hinterland. 

Lo hanno indetto le sigle sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. Sono circa 300 i lavoratori impiegati nell'azienda, tra addetti all'assistenza tecnica, commerciali e teleselling. Tra le motivazioni che hanno portato all'agitazione, la "reperibilità dell'area tecnica", e soprattutto, "un sistema sanzonatorio tipo calcio (cartellino giallo, rosso, espulsione, ovvero licenziamento) sull'area commerciale".

"Le RSU ritengono grave lo scadimento nelle Relazioni Sindacali nel Gruppo Coca Cola HBC - viene scritto in una nota -. Prima la forzatura compiuta sulla Commissione Tecnica rispetto al tema della reperibilità: dopo oltre un mese di attesa e nonostante le sollecitazioni per recuperare la situazione ripristinando la coerenza con quanto firmato nell’accordo aziendale, nulla è avvenuto".

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"Successivamente la società ha introdotto il sistema del Maximizing Performance - continua lo scritto -: in aperta e palese violazione di qualsiasi norma di legge e di contratto ai lavoratori e alle lavoratrici della forza commerciale è stato presentato un ordine di servizio in cui si sostiene che a fronte del mancato conseguimento degli obiettivi aziendali scatterà il licenziamento. Anche in questo caso il silenzio assordante della società lascia stupefatti nonostante le sollecitazioni a recedere da un provvedimento palesemente illegittimo. Nonostante il tempo lasciato per ricercare soluzioni sindacali rispettose delle norme di legge e di contratto la situazione non si è modificata, anzi se possibile è ancor più peggiorata".

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