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Cronaca

50mila al corteo Cgil. Uova contro Unicredit e traffico in tilt

Alta partecipazione allo sciopero generale indetto dalla Cgil. A Milano corteo di 50mila persone secondo il sindacato. Fammoni: "Ci han detto che saremmo stati soli, ecco la nostra solitudine"

Due cortei a Milano in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Mentre i ragazzi dei centri sociali, soprattutto del Cantiere, in piazza San Babila tentavano di proseguire fino a piazza Affari, dove ieri era stato organizzato un sit-in davanti alla Borsa, e si scontravano con le forze dell'ordine (ci sono stati lanci di uova contro la polizia schierata), il corteo "istituzionale" della Cgil percorreva viale Majno e poi, da piazza Cinque Giornate, andava verso il Duomo da corso di Porta Vittoria.

Alcuni ragazzi dei centri sociali sono comunque arrivati in piazza Cordusio, dove ha sede l'Unicredit, e hanno lanciato uova contro il palazzo della banca. Al palazzo sono stati affissi volantini con scritto "Se questo è un paese di m... sappiamo chi ringraziare" e "Occupa la borsa".

Intanto decine di migliaia di lavoratori, studenti e pensionati partecipavano alla manifestazione della Cgil. Secondo il sindacato si tratta di 50mila persone. Molte bandiere di partito, dal Pd alla Federazione della Sinistra passando per l'Italia dei Valori che, in via Palestro, ha allestito un banchetto per la raccolta di firme per il referendum sulla legge elettorale. Alla testa del corteo, un gruppo di donne vestite come schiave, con catene ai polsi.

Nel corteo anche alcuni rappresentanti dei poligrafici del Corriere della Sera. Ieri il direttore Ferruccio De Bortoli aveva stigmatizzato il fatto che, contrariamente a quanto accaduto in passato, Susanna Camusso (leader nazionale della Cgil) non aveva deciso una "deroga" per non far scioperare i poligrafici, che al Corriere sono soprattutto iscritti alla Cgil, impedendo così di fatto per oggi l'uscita del quotidiano.

Onorio Rosati, della camera del lavoro di Milano, ha attaccato gli altri sindacati: "E' il quinto sciopero generale che facciamo da soli", ha detto mentre il corteo partiva. "Noi oltre a dire che non siamo d'accordo siamo anche abituati a fare qualcosa per dimostrarlo, invece le altre organizzazioni sindacali si lamentano ma non si capisce cosa vogliano fare in concreto per cambiare le cose".

Ha proseguito Rosati: "Non c'è stato un confronto con il sindacato, non abbiamo potuto misurarci sulla base anche della piattaforma che ha la Cgil e quindi quando c'è un dissenso penso sia legittimo, se non doveroso, esprimerlo anche attraverso il ricorso allo sciopero generale che tra l'altro comporta anche un grosso sacrificio per tutti i lavoratori e i pensionati".

Alla manifestazione hanno partecipato anche due assessori della giunta milanese, Cristina Tajani (vicina a Sel, impiegata nel centro studi della camera del lavoro) e Pierfrancesco Majorino. Il sindaco Giuliano Pisapia aveva avuto parole d'apprezzamento per lo sciopero generale, ma non era presente al corteo: stamattina ha incontrato Guido Podestà sul tema della città metropolitana, oggi pomeriggio è atteso a Mirabello (Fe) per un dibattito alla festa di Fli.

Una volta sciolta la manifestazione in piazza del Duomo con i comizi dei leader sindacali locali, alcuni manifestanti si sono diretti verso piazza Affari, che per il momento è bilndata dalle forze dell'ordine.

Tra gli altri ha parlato don Massimo Mapelli, della Casa della Carità, focalizzandosi sull'attività di assistenza e sulla crisi economica. "Il numero di richieste di accoglienza e assistenza sale - ha notato Mapelli - ci sono molte famiglie sfrattate e noi siamo preoccupati, è sempre più difficile con i tagli anche alle cooperative sociali, salvare gli ultimi della fila, che sono sempre di più".

Fulvio Fammoni, uno dei segretari confederali della Cgil, dal palco ha detto tra l'altro: "Noi non ci fermeremo, in tutti i modi e le forme possibile continueremo la protesta e otterremo i risultati per i lavoratori dipendenti e i pensionati italiani". Secondo Fammoni, "è ingiustificabile l'accanimento contro i lavoratori pubblici. In un paese con 2 milioni di disoccupati, 3 di lavoratori in nero, 4 di precari e 500mila cassa integrati, meno male che c'è la Cgil, che interpreta i bisogni dei cittadini e la voglia di cambiamento".

"Ci hanno detto che saremmo stati soli - ha concluso Fammoni - ma ecco la nostra solitudine", ha detto indicando la piazza piena di manifestanti. Polemiche, infine, per la decisione di Ryanair di cancellare preventivamente molti voli da e per l'Italia, accompagnata da dichiarazioni contro il diritto di sciopero nel trasporto aereo. Interessato anche l'aeroporto di Orio al Serio (che la Ryanair chiama Milano - Bergamo) con 22 voli in partenza cancellati, oltre a quelli in arrivo.

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