Tragedia a Malpensa, operaio travolto e ucciso da un 'trattorino': scatta lo sciopero

Lo hanno deciso i sindacati, i lavoratori incroceranno le braccia nella giornata di giovedì

Immagine repertorio

Due ore di sciopero. È quanto hanno organizzato i lavoratori di Dhl Express di Malpensa per la giornata di giovedì 13 giugno; una protesta dopo l'incidente sul lavoro che nella giornata di mercoledì ha spezzato la vita di un operaio di 49 anni. Una mobilitazione per "denunciare le gravi situazioni di insicurezza in cui spesso si trovano ad dover operare i lavoratori del trasporto merci e della logistica", hanno spiegato in una nota Filt, Cgil, Cisl e Uiltrasporti.

L'incidente

Stando alle primissime informazioni fornite dall'azienda regionale emergenza urgenza, la tragedia si è consumata alle 6.45, quando il 49enne - che stava lavorando nel magazzino della Dhl - sarebbe stato schiacciato da un "trattorino". Pare, secondo le prime ricostruzioni, che l'uomo stesse guidando il mezzo che, ribaltandosi, lo avrebbe schiacciato. 

Dalla centrale operativa del 118 hanno immediatamente inviato sul posto un'ambulanza, un'auto medica e un elicottero da Como. Nonostante gli sforzi dei soccorritori, però, non c'è stato nulla da fare e l'uomo è morto praticamente sul colpo. 

Lo sciopero indetto dai sindacati

"In questo momento vogliamo innanzitutto esprimere il nostro cordoglio e la vicinanza ai familiari ed ai colleghi del lavoratore morto, saranno poi le competenti autorità a svolgere tutte le opportune indagini e verifiche per definire quali siano state le dinamiche dell’incidente e le responsabilità", hanno precisato in una nota i sindacati.

"Non possiamo però esimerci dal denunciare che ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio in cui un lavoratore esce al mattino per andare a lavorare e non rientra più a casa — hanno chiosato i sindacati —. Se un lavoratore rimane vittima di un incidente sul lavoro, significa che qualcosa nella catena di controllo della sicurezza non ha funzionato come avrebbe dovuto, che si tratti di manutenzione, di formazione o di vigilanza sul rispetto delle norme di sicurezza".

"Il numero delle morti sul lavoro in Italia ha raggiunto numeri inaccettabili, oltre 200 morti dall’inizio dell’anno, segnando un significativo aumento riferito allo stesso periodo dell’anno precedente — hanno concluso le sigle sindacali –. Non possiamo più accettare che questa strage si protragga, nel silenzio quasi totale, come se questo fosse un inevitabile prezzo da pagare".

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