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Cronaca

Scioperi metrò, modificare la "fascia di garanzia"

Lo chiede il Codacons, lo dice anche Maran. E sarebbe ora di rivederla, soprattutto quella pomeridiana: riprendere lo sciopero alle 18 è troppo presto

Il caos della metropolitana di martedì 2 ottobre, con gente che si sente male, treni bloccati nelle gallerie, persone che (stando ad alcune cronache, ma è da verificare) si rifiuterebbero di scendere, ha molte con-cause ma una sola vera origine. Si chiama fascia di garanzia, e dovrebbe essere quella doppia "finestra di libertà" in cui poter prendere i mezzi pubblici nonostante lo sciopero. Dovrebbe, perché in pratica non garantisce un sereno ritorno a casa. In altri tempi ci furono molte polemiche sull'effettivo rispetto delle fasce. Talvolta è capitato, per esempio, che i metrò e i mezzi di superficie uscissero alle 15 in punto dai depositi, provocando un'effettiva fascia di garanzia ben diversa e più limitata. Altre volte, è successo che treni della metropolitana si fermassero alle 18 in punto, lasciando i passeggeri dove capitava, con successive polemiche.

Ancora oggi, con una breve inchiesta al bar sotto casa, si può evincere che non tutti sanno esattamente cosa succede. Alla domanda: "Ma il metrò, alle 18 in punto, si ferma per sciopero o finisce comunque la corsa?", c'è chi risponde A e chi risponde B. Segno che un po' di chiarezza aggiuntiva non guasterebbe. Ma più di questo dettaglio, è la consistenza stessa della fascia di garanzia a dover essere messa in discussione. A Milano, tradizionalmente, è fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. Il "liberi tutti", quindi, termina alle 8.45 del mattino e alle 18 del pomeriggio. Città che vai, fascia di garanzia che trovi: perché le abitudini sono diverse. A Roma, per esempio, il "liberi tutti" termina alle 20.

Il Codacons e l'assessore Maran fanno bene a porre il problema. Ecco cosa dichiara Maran: "Mi permetto di aggiungere, nel pieno rispetto del diritto allo sciopero, che prevedere una fascia di garanzia dalle 15 alle 18 non tutela il diritto di tutti gli altri lavoratori a tornare a casa serenamente. Gli orari di lavoro dei milanesi stanno cambiando, il numero di utenti del trasporto pubblico sale, quella fascia oraria non riesce a permettere un regolare deflusso nei giorni di sciopero".

E' una verità incontestabile. Un malore in metropolitana non avrebbe mai provocato il caos se non fosse capitato in un orario che, per centinaia di persone, rappresentava uno degli ultimi scampoli di libertà prima di restare bloccati dall'altra parte della metropoli. Ma non solo: anche il guasto sulla linea rossa al mattino, poco prima del termine della prima fascia di garanzia, aveva provocato parecchi problemi. Domanda: non si poteva prolungare la fascia di garanzia "all'ultimo momento", come del resto si è fatto nel pomeriggio con treni che sono arrivati a destinazione finale ben oltre le 18?

Rivedere la fascia di garanzia a Milano è indispensabile. Non può essere la stessa di dieci anni fa, perché nel frattempo sono cambiate le abitudini. L'ora di punta si è spostata in avanti e la stessa Atm se n'è accorta da anni, aumentando le corse fino a circa le 20. Hanno ragione coloro che, per la fascia mattutina, suggeriscono di organizzarsi e uscire prima di casa. Ma la stessa cosa non si può replicare nel pomeriggio: per molti è davvero impossibile anticipare troppo l'uscita dal lavoro in modo da non trovarsi nella "barricata" in cui si trasformano le stazioni della metropolitana alle 17.30. Ci sono persone, poi, che abitualmente terminano di lavorare molto dopo, e non sono poche.

Sia dunque davvero di garanzia, questa fascia. Venga modificata al più presto, perché al prossimo sciopero non si ripetano situazioni imbarazzanti per tutti: per l'Atm, per l'assessore, per la cittadinanza e per l'immagine della città. E' già difficile gestire un guasto o un malore in condizioni normali, figuriamoci a mezzi stracolmi per l'avvicinarsi dell'orario di sciopero.

 

 

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