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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

Codacons: "Rivedere gli orari degli scioperi, troppi disagi"

"Vanno riviste le fasce di rispetto - scrive l'associazione consumatori -. Iniziare lo sciopero alle 8,45 è decisamente troppo presto e penalizzante per una città laboriosa come Milano. In altre realtà, ad esempio Torino, Venezia, Genova, lo sciopero inizia dopo le 9"

"A Milano lo sciopero dei trasporti ha prodotto molti più disagi tra i pendolari rispetto al passato, sia per un guasto verificatosi sulla linea 1 della metropolitana sia per le tensioni verificatesi alla stazione Duomo, dove alcuni passeggeri hanno tentato di salire sull'ultimo treno nonostante la chiusura dei cancelli".

Lo scrive il Codacons, in una nota. "Vanno riviste le fasce di rispetto - scrive l'associazione consumatori -. Iniziare lo sciopero alle 8,45 è decisamente troppo presto e penalizzante per una città laboriosa come Milano. In altre realtà, ad esempio Torino, Venezia, Genova, lo sciopero inizia dopo le 9. Da rivedere anche le fasce di rispetto per i treni di Trenord. Lo sciopero è dalle 9 alle 18, invece del vecchio e più gradito 9-16,30 e 19,30-fine servizio. I pendolari in passato potevano prendere il treno per tornare a casa fin dalle 17, mentre ora devono aspettare come minimo fino alle 18". 

L'associazione di consumatori - chiosa il Codacons -, fin dal mese di luglio, si era unita alla richiesta del Presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, che, lanciando l'allarme sul "marcato incremento della conflittualità", aveva rivolto un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, per il rinnovo del CCNL nel settore del Trasporto pubblico locale. Negli ultimi 5 anni le ore di sciopero nel settore dei trasporti sono cresciute del 55%, e solo nel 2011 aerei, treni, navi, mezzi di trasporto pubblico sono rimasti fermi complessivamente per 6.060 ore". 

"In pratica i mancati rinnovi dei contratti, scaduti nel 2007, a fronte di un aumento del costo della vita e delle tasse senza precedenti - conclude il Codacons -, rischia di riprodurre una situazione come quella del 1° dicembre 2003, quando i lavoratori dell'Atm finirono per interrompere il servizio senza alcun preavviso all'utenza".

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