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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca

Lo sciopero dei rider di Milano che chiedono di non ordinare nulla

La mobilitazione, per chiedere maggiori tutele e diritti, venerdì 26 marzo

Si chiama No delivery day ed è la mobilitazione che venerdì 26 marzo vedrà i rider incrociare le braccia boicottando le consegne di cibo a domicilio. L'obiettivo è dire no all'accordo firmato da Ugl e Assodelivery lo scorso 3 novembre e rivendicare l'applicazione del contratto nazionale di settore.

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I fattorini chiedono anche ai milanesi di contribuire all'iniziativa evitando per questa giornata di fare ordinazioni attraverso le maggiori piattaforme di delivery, come UberEats, Deliveroo, JustEat e Glovo, ma  di chiamare solo i ristoranti e i locali che effettuano il servizio senza questi intermediari.

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La mobilitazione, che avrà carattere nazionale, a Milano sarà coordinata dalle organizzazioni sindacali confederali Cgil Milano e Uil Milano e Lombardia insieme a Deliverance Milano, il sindacato metropolitano dei rider. "Chiediamo a tutte e a tutti le/i rider - scrivono gli organizzatori - per una giornata di rinunciare al lavoro e di bloccare il servizio, con l'obiettivo di mandare un chiaro segnale alle aziende per cui lavoriamo: il tempo delle attese è finito, dateci tutto quello che ci spetta di diritto".

Il caso del primo delivery etico

Chiedendo maggiori diritti e tutele, gli scioperanti invitano tutti i consumatori a solidarizzare con la loro battaglia non ordinando nulla il 26 marzo e aderendo così al No delivery day, per amplificare la voce dei rider, stanchi di lavorare nelle difficili condizioni che gli vengono imposte dalle piattaforme di food delivery.

"Chiediamo di ottenere giustizia e un trattamento dignitoso che non può che passare attraverso il riconoscimento di istituti contrattuali fondamentali come la malattia, le ferie, il congedo parentale, la paga oraria che ci liberi dal ricatto del cottimo, il Tfr, un monte ore minimo garantito e i diritti sindacali - dicono i lavoratori -. Porteremo avanti la nostra battaglia fino a quando non avremo quello che ci spetta".

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