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Repertorio

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Sciopero generale dei metalmeccanici: operai sul piede di guerra si fermano il 5 novembre

I sindacati: "L'adeguamento del salario per i lavoratori serve anche per la ripresa del Paese e noi facciamo questo sciopero per riaprire la trattativa perché vogliamo rinnovare il contratto"

I metalmeccanici incrociano le braccia. Sciopero generale di 4 ore dei lavoratori del settore proclamato per il 5 novembre 2020 a sostegno del rinnovo del contratto delle tute blu per spingere Federmeccanica ad abbandonare l’atteggiamento contrario agli aumenti salariali. La decisione arriva dalle segreterie unitarie di Fim Fiom e Uilm dopo la rottura del tavolo di confronto con Federmeccanica. 

"La posizione di Federmeccanica sul blocco dei salari è molto precedente al covid, già all'inizio della trattativa era stata questa la loro posizione e al tavolo l'hanno esplicitata in maniera conclusiva e definitiva. Per noi è inaccettabile: i metalmeccanici hanno scioperato per mettere in sicurezza il Paese e le aziende, hanno vissuto e stanno vivendo mesi di cassa integrazione e ora vivono il rischio dei licenziamenti. Hanno dunque il diritto di vedersi rinnovato il loro contratto", ha detto la leader Fiom, Francesca Re David, a margine dell'annuncio delle 4 ore di sciopero generale delle tute blu di Fim Fiom e Uilm per il 5 novembre.

"L'adeguamento del salario per i lavoratori serve anche per la ripresa del Paese e noi facciamo questo sciopero per riaprire la trattativa perché vogliamo rinnovare il contratto", conclude Re David.

"Confindustria ha utilizzato il contratto dei metalmeccanici per poter mettere in discussione tutti i contratti nazionali di lavoro. Noi ci opponiamo a questa impostazione, a questa deriva liberista con cui si intende dividere i lavoratori", dice il segretario generale Rocco Palombella che spiega il vero obiettivo sindacale: "Il nostro scopo non è lo sciopero ma la trattativa che riprenderemo quando Federmeccanica abbandonerà la linea di Confindustria", conclude.

Parole pesanti a cui viale dell'Astronomia non replica anche se vengono sostanzialmente giudicati come attacchi strumentali e senza senso. E "basta alibi Covid" anche per la Fim, come dice rivolto agli imprenditori meccanici il segretario generale Roberto Benaglia. "È stato certamente un anno complicato ma non può passare come un alibi per non dare a 1,4 mln di metalmeccanici un giusto contratto che serve per la ripartenza dell'industria ma soprattutto per la difesa del lavoro e per adeguare i salari al valore del lavoro. Chiediamo dunque che la trattativa riprenda ma su basi ben diverse e il più presto possibile".

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