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Quando c'è lo sciopero di metro e mezzi Atm a Milano

Nuova agitazione di 24 ore proclamata dai sindacati a livello nazionale

Ventiquattro ore a rischio caos. A febbraio è stato proclamato un nuovo sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico locale. Venerdì 17 in Italia e a Milano si fermeranno infatti i dipendenti delle società che gestiscono il Tpl per una mobilitazione proclamata dal sindacato Usb lavoro privato. 

Sotto la Madonnina a scioperare per 24 ore potranno essere i lavoratori di Atm. Saranno a rischio caos i treni delle cinque linee metropolitane, gli autobus e i tram. Al momento non sono ancora stati resi noti gli orari del blocco, ma è verosimile che saranno rispettate le consuete fasce di garanzia al mattino e al pomeriggio, per garantire un servizio minimo. 

L'ultimo sciopero a Milano si è verificato il 27 gennaio, in quel caso indetto dalla sigla Cobas. Al mattino si era fermata la tratta extraurbana della verde, la M2, mentre dalle 18 a fine giornata era stata chiusa completamente la linea.

A proclamare l'agitazione è stato il sindacato Usb lavoro privato. Dopo un'assemblea generale che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, la sigla ha denunciato - si legge in una nota - "il susseguirsi di rinnovi contrattuali 'farsa', di aumenti salariali irrisori in cambio della crescente svendita dei diritti" e ha rilanciato "la necessità di rimettere al centro la qualità della mobilità cittadina e del lavoro, per un servizio pubblico sicuro e dignitoso che risponda in modo efficiente alle reali esigenze dei territori in un contesto di lavoro sano e rispettoso degli operatori del settore". 

Da qui la rivendicazione di una "parificazione contrattuale tra aziende pubbliche e private" e le richieste di "una nuova scala parametrale che garantisca aumenti salariali e annienti le penalizzazioni economiche ai nuovi assunti", della "diminuzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di salario" e di "una maggiore tutela sulla sicurezza e salute sul lavoro". Da Usb, annunciando l'agitazione, hanno bollato come "grave l’operato del governo Meloni che infligge ulteriori tagli al fondo nazionale dei trasporti per circa 356 milioni di euro nel triennio 2023/2025". 

Quindi ecco le richieste: la "cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia" con "congelamento dei prezzi dei beni primari e dei combustibili", "il superamento dei penalizzanti salari d'ingresso garantendo l'applicazione contrattuale di primo e secondo livello ai neoassunti", la "necessità di modificare l'ossessionante e vizioso criterio che, inneggiando al risparmio, brucia fior di soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato". 

E ancora, lo sciopero servirà per chiedere "la sicurezza dei lavoratori e del servizio" con "l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro", "il salario minimo per legge di 10 euro l’ora contro la pratica dei contratti atipici e precariato", "il libero esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali" e "il blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina, nonché investimenti economici per tutti i servizi pubblici essenziali".

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