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Quando c'è lo sciopero dei mezzi a Milano? Metro, bus e tram Atm a rischio per 24 ore

Venerdì prossimo sciopero del Tpl. A Milano a rischio i mezzi di Atm

Ventiquattro ore di potenziale caos. Venerdì prossimo, il 25 febbraio, va in scena lo sciopero nazionale dei lavoratori del settore del trasporto pubblico locale indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri. 

Dopo l'agitazione fantasma dello scorso 15 febbraio, che non aveva causato nessun disagio a Milano, la protesta di venerdì rischia invece di mettere seriamente in difficoltà la circolazione di metro, bus e tram Atm sotto la Madonnina. L'ultimo sciopero proclamato dalle stesse sigle, il 14 gennaio, in quel caso di quattro ore, aveva infatti lasciato il capoluogo meneghino praticamente senza metropolitane per tutta la mattina. 

Gli orari dello sciopero del 25 febbraio

Venerdì 25 febbraio, i dipendenti di Atm - l'azienda che gestisce il trasporto pubblico locale in città - potranno astenersi dal lavoro per 24 ore. Da Foro Bonaparte non hanno ancora comunicato gli orari dello sciopero, ma è verosimile che ci saranno le solite due fasce di garanzia al mattino e al pomeriggio, mentre nel resto della giornata le quattro linee metro e i mezzi di superficie potrebbero fermarsi. 

I motivi dello sciopero

La rabbia dei sindacati nasce dalla vertenza sul contratto collettivo nazionale, da rinnovare. Le sigle chiedono inoltre un "miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali".

"Dopo il precedente sciopero dello scorso 14 gennaio le aziende del settore, rappresentate dalle associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav - denunciano le organizzazioni sindacali in una nota - non hanno nemmeno dimostrato la buona volontà di procedere ad una convocazione per individuare un percorso concreto e risolutivo, segno evidente della volontà di rinviare quanto più possibile la soluzione della controversia e il confronto per il rinnovo del contratto collettivo nazionale".

"Alla luce di questa situazione di stallo ed in considerazione delle ingenti risorse pubbliche già stanziate per il settore - affermano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri - è necessario che le istituzioni interessate, a cominciare dal ministero dei trasporti e della mobilità sostenibile, intervengano, anche al fine di vincolare una parte delle stesse risorse al rinnovo del Ccnl, diritto - concludono - non più rinviabile per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore".
 

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