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Stipendi e non solo

Ecco perché ci sarà un altro sciopero di metro, bus e tram Atm a Milano

Gli orari di metropolitana, bus e tram sotto la Madonnina: tutte le informazioni

Metro, bus e tram Atm a rischio e caos pendolari. Potrebbe succedere a Milano venerdì 26 aprile, in occasione di uno sciopero dei trasporti proclamato da Confail Faisa e che avrà una durata di 4 ore. La protesta è stata confermata anche sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: l'ultima agitazione dei lavoratori Atm, prevista per l'11 aprile, era stata precettatta dal prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia.

Gli orari dei mezzi Atm per lo sciopero del 26 aprile

"Lo sciopero, al quale ha aderito la segreteria provinciale Sama Faisa Confail - fa sapere Atm in una nota - interesserà i lavoratori del Gruppo Atm e potrebbe avere conseguenze sulle linee dalle 8.45 alle 12.45".

Lo sciopero, continua Atm, è stato proclamato "per forti preoccupazioni legate all'allontanamento dalla professione di conducente di linea; disaffezione al 'mondo' dei trasporti; ripercussioni significative sul piano della stabilità economica futura delle aziende del trasporto pubblico locale (Tpl); Contratto collettivo nazionale del lavoro di categoria sempre più svantaggiosi per le maestranze e per la sicurezza sul lavoro".

Perché scioperano i lavoratori Atm

La segretaria nazionale del sindacato spiega che si tratta di "un grido di protesta contro le ingiustizie che affliggono le maestranze e la propria dignità. Le ragioni principali che ci hanno spinto a proclamare lo sciopero sono segate agli stipendi bassi e inadeguati rispetto al duro lavoro che svolgiamo ogni giorno. Chiediamo una retribuzione equa e dignitosa per tutti i lavoratori."

E ancora: "Sicurezza sul lavoro, una priorità assoluta. Devono garantire condizioni di lavoro sicure e adeguate per tutti", rilancia il sindacato. "Contratti collettivi nazionali sottoscritti da organizzazioni sindacali che dovrebbero tutelare i diritti dei lavoratori, ma vediamo sottoscritti Ccnl che non rispettano le nostre esigenze. Vogliamo - tuonano - contratti che ci proteggano e valorizzino".

Un altro punto sono gli orari e carichi di lavoro eccessivi "sempre più lunghi che mettono a dura prova la nostra salute e la nostra vita familiare. Chiediamo un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata", sottolineano. Così come "parametri di ingresso da fame, inaccettabili, tanto da lasciare i neoassunti in condizioni di precarietà economica. Dobbiamo - chiedono - garantire opportunità per tutti".

Per concludere, Confail Faisa parla di "terrorismo psicologico delle aziende che impongono regole senza coinvolgere democraticamente tutte le parti sociali. Il 'comando io' e il terrorismo psicologico contro i lavoratori devono finire. È ora di agire", rilanciano. 

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