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Sciopero per la festa della donna: rischio caos per i trasporti

I sindacati hanno indetto un'agitazione per l'8 marzo, ribattezzato negli ultimi anni "lotto marzo"

La festa della donna è, nuovamente, “lotto marzo”. Venerdì prossimo è stato indetto uno sciopero generale nazionale dei lavoratori di tutte le categorie pubbliche e private. Una data che, da tempo, viene scelta per rivendicare i diritti dei lavoratori. L’agitazione è stata proclamata da Usb, Cub, Usi Cit, Adl Cobas e Slai Cobas. Quest’ultima è l’unica sigla che ha coinvolto il settore trasporti. A Milano saranno a rischio i treni, mentre non dovrebbero verificarsi disagi per il trasporto pubblico locale di Atm. I dipendenti Trenord potrebbero incrociare le braccia da mezzanotte alle 21.

L’8 marzo non è una data qualsiasi. “Abbiamo colto da subito la necessità di strappare una giornata simbolica” spiega Usb in una nota “alla retorica della ricorrenza rituale per ricollocarla nello spazio che le è proprio: la lotta”, evidenziando le origini di questa giornata legate alle rivendicazioni dei diritti delle donne tra cui il diritto di voto. “Sono tanti i nessi strutturali che compongono la violenza contro le donne e di genere e se, sicuramente, il dato più drammatico è rappresentato dal numero crescente di stupri e femminicidi, non è possibile sottovalutare la violenza culturale, istituzionale ed economica”, prosegue la nota. 

“In un Paese con il tasso di occupazione femminile tra i più bassi in Europa continuano a essere migliaia e migliaia le donne, 45 mila nel solo 2022, costrette a lasciare il lavoro per dedicarsi al lavoro di cura in assenza di un welfare universale”, spiegano i sindacati che sostengono che il governo Meloni “nonostante la retorica della ‘donna e madre’” abbia aggravato le disuguaglianze sociali. Non manca anche il sostegno al popolo palestinese e a quello ucraino: “Quest’anno lo sciopero generale non può non portare con sé un forte portato di solidarietà per il popolo palestinese vittima di genocidio da parte di Israele, la richiesta di un cessate il fuoco immediato e permanente e la liberazione della Palestina dall’occupazione sionista. E rinnovare la rivendicazione di uno stop all’invio di armi in Ucraina e di un ritiro immediato del nostro paese da ogni teatro di guerra”, conclude la nota. 

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