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La situazione

Com'è finita con lo sciopero degli autotrasportatori e il blocco dei camion?

Gli autotrasportatori minacciavano di bloccare i tir per il 21 aprile ma il 17 marzo c'è stato un incontro con il Governo che per il momento ha soddisfatto i sindacalisti

Lunedì 21 marzo gli autotrasportatori minacciavano di bloccare l'intera Italia per protestare contro il caro benzina. Lo sciopero dei camion sembra evitato grazie a un incontro raggiunto da Cna Fita, con le altre associazioni nazionali più rappresentative dell’autotrasporto riunite in Unatras, che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.

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Nella riunione del 17 marzo la viceministra Teresa Bellanova ha discusso con i rappresentanti di categoria i testi delle norme che dovrebbero essere inserite nel provvedimento urgente che il Consiglio dei ministri. Hanno così stabilito il provvedimento emergenziale, ad hoc per l’autotrasporto, richiesto con forza da Unatras sul caro gasolio, che aumenta ulteriormente l’attuale rimborso sulle accise e riguarda norme di settore necessarie al corretto riequilibrio delle condizioni di mercato delle imprese dell’autotrasporto.

Le decisioni del Governo sulla benzina

Il governo, come promesso anche agli autotrasportatori, ha adottato una misura 'a tempo' sulle accise che incidono sui prezzi energetici perché "le fluttuazioni ora sono tali che impegnarsi troppo a lungo potrebbe diventare controproducente. Si va su periodi brevi e poi ci si organizza in tempo reale vedendo i contratti forward", ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Doveva essere appena 8,5 centesimi al litro il taglio sui carburanti ma si è arrivati a 25 centesimi, ovvero al triplo. Secondo l'ipotesi iniziale il taglio delle accise su benzina, gasolio e gpl doveva valere appena un mese, mentre in realtà si arriverà a fine aprile. Ma nel caso verrà poi prorogato. La spesa iniziale era di 308 milioni, corrispondenti all'extragettito Iva dell'ultimo trimestre 2021, in questo modo si viaggia attorno al miliardo. Il taglio resterà in vigore fino alla fine di aprile. Per allora Draghi è convinto che il prezzo scenderà.

Oltre a questo il decreto varato introduce una norma a favore dei pendolari prevedendo la possibilità che le imprese private cedano gratuitamente sino a 200 euro di buoni benzina o titoli analoghi destinati all'acquisto di carburanti senza che questi concorrano alla formazione del reddito.

Per il caro carburanti sono stati poi stanzianti 195 milioni a favore di agricoltura e pesca con un credito d'imposta pari al 20% della spesa sostenuta nel primo trimestre del 2022. Altri sostegni sono stati previsti per l'autotrasporto: stanziato un fondo da 3-400 milioni per aumentare lo sconto già in essere per questo settore sul gasolio, incrementare gli sconti sui pedaggi e rifinanziare "Marebonus" e "Ferrobonus". 

Per il settore dell’autotrasporto arriva quindi un pacchetto di misure che prevede lo stanziamento di 20 milioni per ridurre il costo dei pedaggi autostradali, una clausola di adeguamento dei contratti in caso di rincari eccessivi e l’esonero dal versamento dei contributi Art (Autorità di regolazione dei trasporti). La clausola di adeguamento al costo del carburante prevede, "sulla base delle variazioni intervenute nel prezzo del gasolio da autotrazione a seguito delle rilevazioni mensili del ministero della Transizione ecologica, l’adeguamento del corrispettivo qualora dette variazioni superino del 2% il valore preso a riferimento al momento della sottoscrizione del contratto stesso o dell'ultimo adeguamento effettuato". Il settore non dovrà versare il contributo dovuto per il funzionamento dell’Autorità di regolazione dei trasporti.

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