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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

«Prima vogliamo capire, poi ci confronteremo»

Silenzio "assordante" degli anarchici e antagonisti milanesi sui gravi fatti di Roma, con la capitale devastata dai black bloc. Ferma condanna di Pisapia; Scola: "La distruzione della statua Madonna ci offende"

Come storicamente accade dopo ogni forte shock per il 'movimento', anche questa volta tra gli esponenti dei centri sociali milanesi, dai 'moderati' ai 'duri', viene respinta l'idea di qualunque presa di posizione a caldo sugli scontri di Roma. Degli incidenti, nei luoghi dell'antagonismo - oggi a scartamento ridotto per via della domenica e per la partecipazione alla manifestazione - si ha poca voglia di parlare, ancor più con la stampa.

"NESSUNA VALUTAZIONE UFFICIALE - "Prima di tutto - viene spiegato - è necessario capire quello che è successo", poi seguirà un eventuale confronto , al loro interno. Chi è esperto di manifestazioni, però, si sente di fare una riflessione: "Era evidente più di ogni altra volta una spaccatura tra chi riteneva di dare una prova di forza semplicemente partecipando alla manifestazione e chi, invece, intendeva la prova di forza come scontro". Da Leoncavallo, Cantiere, Conchetta, Transiti, per citarne alcuni, ma da tutto il composito mondo antagonista, comunque non trapelano valutazioni ufficiali su quanto accaduto ieri nella capitale, ma si capisce l'intenzione di avviare la discussione sui fatti di Roma e sulle loro possibili conseguenze sull'intero "movimento". Tra i presenti ieri in manifestazione c'é chi parla di corteo "a due tempi". 

"NESSUN COMMENTO" - "Nella prima fase - racconta un ragazzo - è stato un corteo pacifico, fino a quando quelli in nero e con il casco hanno deciso di spaccarlo. A quel punto ci sono stati gli scontri, ma anche la volontà di chi era in piazza San Giovanni per protestare di rimanerci, al di là di chi stava compiendo danneggiamenti e delle forze dell'ordine". Di commentare gli scontri di ieri non va nemmeno agli studenti superiori che anche venerdì, a Milano, erano scesi in piazza.

Indignados a Milano, le immagini © Tm News/Infophoto

INDIGNATI SI DISSOCIANO - Una dissociazione esplicita dalle violenze di ieri è venuta invece da una trentina di giovani, che fanno riferimento agli indignati e che hanno passato la notte iin piazza Duomo. Hanno diffuso musica reggae e spiegato le ragioni della protesta ai passanti. Hanno anche realizzato una rassegna stampa con gli articoli sugli incidenti di ieri e hanno esposto degli striscioni. Sul più grande era scritto 'Ci dissociamo dagli scontri', era firmato con il simbolo della pace e accanto era stata posta una bandiera italiana.

FERMA CONDANNA DA PISAPIA - "La mia più ferma condanna contro ogni forma di violenza, da qualunque parte arrivi": così il sindaco di Milano Giuliano Pisapia dalla sua pagina Facebook ha commentato gli incidenti a Roma. "La violenza - ha aggiunto il sindaco - soffoca ogni speranza di cambiamento. Una grande manifestazione, che riguardava temi reali e concreti per i giovani e meno giovani di tutto il mondo, è stata rovinata. In moltissime città europee e di altri continenti ci sono state ieri manifestazioni pacifiche, non è accettabile che questo non possa accadere anche in Italia".

SCOLA: "DISTRUZIONE STATUA MADONNA CI OFFENDE" - "Ci offende profondamente come cristiani la distruzione della statua della Vergine e del crocifisso". Così l'arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, durante l'omelia di oggi in Duomo, ha commentato "i gravi fatti" di ieri a Roma, dove durante gli incidenti è stata presa d'assalto la parrocchia di San Marcellino (fonte: Ansa).

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