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Cronaca

Milano, ultrà ucciso prima di Inter-Napoli: chiesta l'archiviazione per dieci indagati

Si tratta di quattro ultrà del Napoli che erano in auto con Manduca e alcuni interisti

Archiviazione. È quanto ha chiesto la procura di Milano per una decina di ultras (sia napoletani che interisti) che erano stati iscritti nel registro degli indagati dopo gli scontri in via Novara a Milano del 26 dicembre 2018, prima di Inter Napoli, in cui morì travolto da un suv Daniele Belardinelli, 39enne ultrà del Varese. Erano tutti indagati per rissa, lesioni ma anche per omicidio volontario.

E proprio quest'ultima accusa era stata contestata inizialmente a circa 30 indagati per compiere gli accertamenti svolti dalla Digos e coordinati dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro. Più nel dettaglio l'archiviazione è stata chiesta per quattro tifosi che erano in macchina con Manduca e alcuni interisti per i quali non ci sono prove che avrebbero partecipato alla guerriglia.

L'inchiesta, invece, è ancora aperta per una quindicina di ultrà e per loro, dopo la chiusura delle indagini, potrebbe profilarsi la richiesta di processo ma senza l'accusa di omicidio volontario. Quest'ultima accusa, infatti, è stata contestata a Fabio Manduca, 39enne partenopeo fermato dagli agenti a ottobre 2019. Sarebbe stato lui, che mai aveva avuto "problemi di stadio", a investire e uccidere Daniele Belardinelli.

Il via alla guerriglia e l'auto dei napoletani

Altri cinque ultrà interisti, tra cui i capi della curva Marco Piovella e Nino Ciccarelli, invece, sono stati condannati in primo grado fino a 3 anni e 8 mesi per rissa aggravata altri reati.

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